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è naturale che anche i suoi ministri si màscherino da ministri di giustizia. Ma la loro fine sarà secondo le loro opere. (Corinzi 2 11, 15)
Quello che sto per dire, non lo dico secondo il Signore, ma come da stolto, in questa esibizione di vanto. (Corinzi 2 11, 17)
Lo dico con vergogna: siamo stati deboli noi! Però in quello di cui altri ardisce vantarsi, lo dico da stolto, ardisco vantarmi anch'io. (Corinzi 2 11, 21)
Sono ministri di Cristo? Lo dico da stolto, io più di loro! Molto di più per le fatiche, molto di più per la prigionia, infinitamente di più per le percosse. Ho rasentato spesso la morte. (Corinzi 2 11, 23)
Cinque volte dai Giudei ho ricevuto quaranta colpi meno uno; (Corinzi 2 11, 24)
tre volte passato alle verghe, una volta lapidato, tre volte naufragato, ho trascorso un giorno e una notte sull'abisso. (Corinzi 2 11, 25)
Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di ladri, pericoli dai connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli dai falsi fratelli; (Corinzi 2 11, 26)
Chi è debole, che non lo sia anch'io? Chi riceve scandalo, senza che io ne frema? (Corinzi 2 11, 29)
A Damasco, l'etnarca del re Areta montava la guardia alla città di Damasco per catturarmi; (Corinzi 2 11, 32)
ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani. (Corinzi 2 11, 33)
Di lui mi vanterò, di me invece non mi darò vanto, se non delle mie debolezze. (Corinzi 2 12, 5)
Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, affinché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. (Corinzi 2 12, 6)