Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 318, Luca 13-16 mette in evidenza parabole chiave, tra cui il fico sterile, il grande banchetto e il figliol prodigo, che rivelano il cuore di Dio per l'umanità. Proverbi 26:10-12 ci ricorda che la saggezza richiede umiltà e attenzione, e che non dovremmo lasciarci trasportare dalla presunzione o dall'incoscienza.

Capitolo 13

1. In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.

2. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?

3. No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

4. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

5. No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

6. Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.

7. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?

8. Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime

9. e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai».

10. Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato.

11. C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.

12. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità»,

13. e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

14. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato».

15. Il Signore replicò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?

16. E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?».

17. Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

18. Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò?

19. E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».

20. E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio?

21. E' simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata».

22. Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.

23. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose:

24. «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

25. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.

26. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze.

27. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità!

28. Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

29. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

30. Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

31. In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».

32. Egli rispose: «Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito.

33. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

34. Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!

35. Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

Capitolo 14

1. Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.

2. Davanti a lui stava un idropico.

3. Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «E' lecito o no curare di sabato?».

4. Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.

5. Poi disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?».

6. E non potevano rispondere nulla a queste parole.

7. Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:

8. «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te

9. e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.

10. Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.

11. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

12. Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.

13. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;

14. e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

15. Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!».

16. Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.

17. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto.

18. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato.

19. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato.

20. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.

21. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.

22. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto.

23. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.

24. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena».

25. Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:

26. «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

27. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

28. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?

29. Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:

30. Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.

31. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

32. Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace.

33. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

34. Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà?

35. Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda».

Capitolo 15

1. Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

2. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».

3. Allora egli disse loro questa parabola:

4. «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?

5. Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,

6. va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.

7. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

8. O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?

9. E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.

10. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

11. Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.

12. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.

13. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

14. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

15. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.

16. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.

17. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

18. Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;

19. non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.

20. Partì e si incamminò verso suo padre. gli si gettò al collo e lo baciò.

21. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.

22. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi.

23. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

24. perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

25. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;

26. chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.

27. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.

28. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.

29. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.

30. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.

31. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

32. ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Capitolo 16

1. Diceva anche ai discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

2. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.

3. L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.

4. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.

5. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:

6. Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.

7. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.

8. Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

9. Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

10. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.

11. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?

12. E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

13. Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

14. I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui.

15. Egli disse: «Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.

16. La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi.

17. E' più facile che abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.

18. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

19. C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.

20. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,

21. bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

22. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.

23. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.

24. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

25. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.

26. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

27. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,

28. perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.

29. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.

30. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.

31. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

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10. Arciere che ferisce tutti i passanti, tale è chi assume uno stolto o un ubriaco.

11. Come il cane torna al suo vomito, così lo stolto ripete le sue stoltezze.

12. Hai visto un uomo che si crede saggio? E' meglio sperare in uno stolto che in lui.

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"Não queremos aceitar o fato de que o sofrimento é necessário para nossa alma." São Padre Pio de Pietrelcina