Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 289, esploriamo le vittorie e le strategie dei Maccabei. Siracide 22-23 sottolinea la condotta etica e la responsabilità. Proverbi 22:26-29 sottolinea la diligenza, la competenza e l'eccellenza nel lavoro, incoraggiandoci ad applicare la saggezza divina nelle nostre azioni quotidiane.

1. Giuda venne a conoscere la fama dei Romani: che essi erano molto potenti e favorivano tutti quelli che simpatizzavano per loro e accordavano amicizia a quanti si rivolgevano a loro e che erano forti e potenti.

2. Gli furono narrate le loro guerre e le loro imprese gloriose compiute tra i Galli: come li avessero vinti e sottoposti al tributo.

3. Aveva saputo quanto avevano compiuto nella Spagna per impadronirsi delle miniere di oro e di argento che vi sono;

4. e come avevano sottomesso tutta la regione con la loro saggezza e costanza, benché il paese fosse assai lontano da loro, e avevano vinto i re che erano venuti contro di loro dall'estremità della terra: li avevano sconfitti e avevano inflitto loro gravi colpi e gli altri re pagavano loro il tributo ogni anno.

5. Avevano poi sconfitto in guerra e sottomesso Filippo e Perseo re dei Chittim e quanti si erano sollevati contro di loro.

6. Venne a sapere che Antioco, il grande re dell'Asia, era sceso in guerra contro di loro con centoventi elefanti e cavalleria e carri e un'esercito immenso e fu sconfitto da loro,

7. che lo presero vivo e gli imposero di pagare, lui e i suoi successori, un tributo ingente, di consegnare ostaggi e cedere territori:

8. la regione dell'India, la Media, la Lidia, tra le migliori loro province, e che, dopo averle tolte a lui, le avevano date al re Eumene.

9. Gli fu riferito inoltre come i Greci avevano deciso di affrontarli e distruggerli,

10. ma la cosa fu da loro risaputa e mandarono contro di quelli un solo generale; vennero a battaglia con loro e ne caddero uccisi molti; i Romani condussero in schiavitù le loro mogli e i loro figli e saccheggiarono i loro beni, conquistarono il paese e abbatterono le loro fortezze e li resero soggetti fino ad oggi.

11. Gli altri regni e le isole e quanti per avventura si erano opposti a loro, li distrussero e soggiogarono; con i loro amici invece e con quanti si appoggiavano ad essi avevano mantenuto amicizia.

12. Avevano assoggettato i re vicini e quelli lontani e quanti sentivano il loro nome ne avevano timore.

13. Quelli che essi vogliono aiutare e far regnare, regnano; quelli che essi vogliono, li depongono, tanto si sono innalzati in potenza.

14. Con tutti questi successi nessuno di loro si è imposto il diadema e non vestono la porpora per fregiarsene.

15. Essi hanno costituito un consiglio e ogni giorno trecentoventi consiglieri discutono pienamente riguardo al popolo perché tutto vada bene.

16. Affidano il comando e il governo di tutti i loro domìni a uno di loro per un anno e tutti obbediscono a quel solo e non c'è in loro invidia né gelosia.

17. Giuda pertanto scelse Eupòlemo, figlio di Giovanni, figlio di Accos, e Giasone, figlio di Eleàzaro, e li inviò a Roma a stringere amicizia e alleanza

18. per liberarsi dal giogo, perché vedevano che il regno dei Greci riduceva Israele in schiavitù.

19. Andarono fino a Roma con viaggio lunghissimo, entrarono nel senato e incominciarono a dire:

20. «Giuda, chiamato anche Maccabeo, e i suoi fratelli e il popolo dei Giudei ci hanno inviati a voi, per concludere con voi alleanza e amicizia e per essere iscritti tra i vostri alleati e amici».

21. Piacque loro la proposta.

22. Questa è la copia della lettera che trascrissero su tavolette di bronzo e inviarono a Gerusalemme, perché vi rimanesse come documento di amicizia e alleanza per i Giudei.

23. «Salute ai Romani e al popolo dei Giudei per mare e per terra sempre; lungi da loro la spada nemica.

24. Se verrà mossa guerra prima contro Roma o contro uno qualsiasi dei suoi alleati in tutto il suo dominio,

25. il popolo dei Giudei combatterà al loro fianco con piena lealtà come suggerirà loro l'occasione;

26. ai nemici non forniranno né procureranno granaglie, armi, denaro, navi, secondo la decisione di Roma, ma manterranno i loro impegni senza compenso.

27. Allo stesso modo se capiterà prima una guerra al popolo dei Giudei, combatteranno con loro i Romani con tutto l'animo, come permetteranno loro le circostanze;

28. ai nemici non forniranno granaglie, armi, denaro, navi, secondo la decisione di Roma; osserveranno questi impegni senza frode.

29. Secondo queste formule i Romani hanno stabilito un'alleanza con il popolo dei Giudei.

30. Se dopo queste decisioni vorranno gli uni o gli altri aggiungere o togliere qualche cosa, lo faranno di comune accordo e quello che avranno aggiunto o tolto sarà obbligatorio.

31. Riguardo poi ai mali che il re Demetrio compie ai loro danni, gli abbiamo scritto: Perché aggravi il giogo sui Giudei nostri amici e alleati?

32. Se dunque si appelleranno contro di te, difenderemo i loro diritti e ti faremo guerra per mare e per terra».

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Capitolo 22

1. Il pigro è simile a una pietra imbrattata, ognuno fischia in suo disprezzo.

2. Il pigro è simile a una palla di sterco, chi la raccoglie scuote la mano.

3. Vergogna per un padre avere un figlio maleducato, se si tratta di una figlia, è la sua rovina.

4. Una figlia prudente sarà un tesoro per il marito, quella disonorevole un dolore per chi l'ha generata.

5. La sfacciata disonora il padre e il marito, e dall'uno e dall'altro sarà disprezzata.

6. Come musica durante il lutto i discorsi fuori tempo, ma frusta e correzione in ogni tempo sono saggezza.

7. Incolla cocci chi ammaestra uno stolto, sveglia un dormiglione dal sonno profondo.

8. Ragiona con un insonnolito chi ragiona con lo stolto; alla fine egli dirà: «Che cosa c'è?».

9. Piangi per un morto, poiché ha perduto la luce; piangi per uno stolto, poiché ha perduto il senno.

10. Piangi meno tristemente per un morto, ché ora riposa, ma la vita dello stolto è peggiore della morte.

11. Il lutto per un morto, sette giorni; per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.

12. Con un insensato non prolungare il discorso, non frequentare l'insipiente;

13. guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Allontànati da lui e troverai pace, non sarai seccato dalla sua insipienza.

14. Che c'è di più pesante del piombo? E qual è il suo nome, se non «lo stolto»?

15. Sabbia, sale, palla di ferro sono più facili a portare che un insensato.

16. Una travatura di legno ben connessa in una casa non si scompagina in un terremoto, così un cuore deciso dopo matura riflessione non verrà meno al momento del pericolo.

17. Un cuore basato su sagge riflessioni è come un intonaco su un muro rifinito.

18. Una palizzata posta su un'altura di fronte al vento non resiste, così un cuore meschino, basato sulle sue fantasie, di fronte a qualsiasi timore non resiste.

19. Chi punge un occhio lo farà lacrimare; chi punge un cuore ne scopre il sentimento.

20. Chi scaglia pietre contro uccelli li mette in fuga, chi offende un amico rompe l'amicizia.

21. Se hai sguainato la spada contro un amico, non disperare, può esserci un ritorno.

22. Se hai aperto la bocca contro un amico, non temere, può esserci riconciliazione, tranne il caso di insulto e di arroganza, di segreti svelati e di un colpo a tradimento; in questi casi ogni amico scomparirà.

23. Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua povertà per godere con lui nella sua prosperità. Nel tempo della tribolazione restagli vicino, per aver parte alla sua eredità.

24. Prima del fuoco vapore e fumo nel camino, così prima dello spargimento del sangue le ingiurie.

25. Non mi vergognerò di proteggere un amico, non mi nasconderò davanti a lui.

26. Se mi succederà il male a causa sua, chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui.

27. Chi porrà una guardia sulla mia bocca, sulle mie labbra un sigillo prudente, perché io non cada per colpa loro e la mia lingua non sia la mia rovina?

Capitolo 23

1. Signore, padre e padrone della mia vita, non abbandonarmi al loro volere, non lasciarmi cadere a causa loro.

2. Chi applicherà la frusta ai miei pensieri, al mio cuore la disciplina della sapienza? Perché non siano risparmiati i miei errori e i miei peccati non restino impuniti,

3. perché non si moltiplichino i miei errori e non aumentino di numero i miei peccati, io non cada davanti ai miei avversari e il nemico non gioisca sul mio conto.

4. Signore, padre e Dio della mia vita, non mettermi in balìa di sguardi sfrontati

5. e allontana da me la concupiscenza.

6. Sensualità e libidine non s'impadroniscano di me; a desideri vergognosi non mi abbandonare.

7. Figli, ascoltate l'educazione della bocca, chi l'osserva non si perderà.

8. Il peccatore è vittima delle proprie labbra, il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.

9. Non abituare la bocca al giuramento, non abituarti a nominare il nome del Santo.

10. Come uno schiavo interrogato di continuo non sarà senza lividure, così chi giura e ha sempre in bocca Dio non sarà esente da peccato.

11. Un uomo dai molti giuramenti si riempie di iniquità; il flagello non si allontanerà dalla sua casa. Se cade in fallo, il suo peccato è su di lui; se non ne tiene conto, pecca due volte. Se giura il falso non sarà giustificato, la sua casa si riempirà di sventure.

12. C'è un modo di parlare che si può paragonare alla morte; non si trovi nella discendenza di Giacobbe. Dagli uomini pii tutto ciò sia respinto, così non si rotoleranno nei peccati.

13. La tua bocca non si abitui a volgarità grossolane, in esse infatti c'è motivo di peccato.

14. Ricorda tuo padre e tua madre, quando siedi tra i grandi, non dimenticarli mai davanti a costoro, e per abitudine non dire sciocchezze; potresti desiderare di non essere nato e maledire il giorno della tua nascita.

15. Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi non si correggerà in tutta la sua vita.

16. Due specie di colpe moltiplicano i peccati, la terza provoca l'ira:

17. una passione ardente come fuoco acceso non si calmerà finché non sarà consumata; un uomo impudico nel suo corpo non smetterà finché non lo divori il fuoco; per l'uomo impuro ogni pane è appetitoso, non si stancherà finché non muoia.

18. L'uomo infedele al proprio letto dice fra sé: «Chi mi vede? Tenebra intorno a me e le mura mi nascondono; nessuno mi vede, che devo temere? Dei miei peccati non si ricorderà l'Altissimo».

19. Il suo timore riguarda solo gli occhi degli uomini; non sa che gli occhi del Signore sono miriadi di volte più luminosi del sole; essi vedono tutte le azioni degli uomini e penetrano fin nei luoghi più segreti.

20. Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note; allo stesso modo anche dopo la creazione.

21. Quest'uomo sarà punito nelle piazze della città, sarà preso dove meno se l'aspetta.

22. Così della donna che abbandona suo marito, e gli presenta eredi avuti da un estraneo.

23. Prima di tutto ha disobbedito alle leggi dell'Altissimo, in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito, in terzo luogo si è macchiata di adulterio e ha introdotto in casa figli di un estraneo.

24. Costei sarà trascinata davanti all'assemblea e si procederà a un'inchiesta sui suoi figli.

25. I suoi figli non avranno radici, i suoi rami non porteranno frutto.

26. Lascerà il suo ricordo in maledizione, la sua infamia non sarà cancellata.

27. I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla più dolce dell'osservare i suoi comandamenti.

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26. Non essere di quelli che si fanno garanti o che s'impegnano per debiti altrui,

27. perché, se poi non avrai da pagare, ti si toglierà il letto di sotto a te.

28. Non spostare il confine antico, posto dai tuoi padri.

29. Hai visto un uomo sollecito nel lavoro? Egli si sistemerà al servizio del re, non resterà al servizio di persone oscure.

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"Mesmo a menor transgressão às leis de Deus será levada em conta." São Padre Pio de Pietrelcina