Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il ventiduesimo giorno, assistiamo all'esaltazione divina. Genesi 41-42 mostra Giuseppe che interpreta i sogni del Faraone, la sua ascesa a governatore d'Egitto a trent'anni e il drammatico ricongiungimento con i suoi fratelli che non lo riconoscono durante la carestia. Giobbe 33-34 prosegue i discorsi di Elihu, offrendo una prospettiva diversa sulla sofferenza e sulla giustizia di Dio. Proverbi 4:1-9 è un'appassionata supplica paterna a cercare la saggezza sopra ogni altra cosa, promettendo che ci esalterà e onorerà quando la abbracciamo.

Capitolo 41

1. Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo.

2. Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse e si misero a pascolare tra i giunchi.

3. Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo.

4. Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò.

5. Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle.

6. Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle.

7. Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Poi il faraone si svegliò: era stato un sogno.

8. Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno lo sapeva interpretare al faraone.

9. Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: «Io devo ricordare oggi le mie colpe.

10. Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, me e il capo dei panettieri.

11. Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un significato particolare.

12. Ora era là con noi un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie; noi gli raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno spiegazione del suo sogno.

13. Proprio come ci aveva interpretato, così avvenne: io fui restituito alla mia carica e l'altro fu impiccato».

14. Allora il faraone convocò Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo ed egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al faraone.

15. Il faraone disse a Giuseppe: «Ho fatto un sogno e nessuno lo sa interpretare; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito».

16. Giuseppe rispose al faraone: «Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del faraone!».

17. Allora il faraone disse a Giuseppe: «Nel mio sogno io mi trovavo sulla riva del Nilo.

18. Quand'ecco salirono dal Nilo sette vacche grasse e belle di forma e si misero a pascolare tra i giunchi.

19. Ed ecco sette altre vacche salirono dopo quelle, deboli, brutte di forma e magre: non ne vidi mai di così brutte in tutto il paese d'Egitto.

20. Le vacche magre e brutte divorarono le prime sette vacche, quelle grasse.

21. Queste entrarono nel loro corpo, ma non si capiva che vi fossero entrate, perché il loro aspetto era brutto come prima. E mi svegliai.

22. Poi vidi nel sogno che sette spighe spuntavano da un solo stelo, piene e belle.

23. Ma ecco sette spighe secche, vuote e arse dal vento d'oriente, spuntavano dopo quelle.

24. Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe belle. Ora io l'ho detto agli indovini, ma nessuno mi dà la spiegazione».

25. Allora Giuseppe disse al faraone: «Il sogno del faraone è uno solo: quello che Dio sta per fare, lo ha indicato al faraone.

26. Le sette vacche belle sono sette anni e le sette spighe belle sono sette anni: è un solo sogno.

27. E le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, sono sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d'oriente, sono sette anni: vi saranno sette anni di carestia.

28. E' appunto ciò che ho detto al faraone: quanto Dio sta per fare, l'ha manifestato al faraone.

29. Ecco stanno per venire sette anni, in cui sarà grande abbondanza in tutto il paese d'Egitto.

30. Poi a questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quella abbondanza nel paese d'Egitto e la carestia consumerà il paese.

31. Si dimenticherà che vi era stata l'abbondanza nel paese a causa della carestia venuta in seguito, perché sarà molto dura.

32. Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta ad eseguirla.

33. Ora il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo del paese d'Egitto.

34. Il faraone inoltre proceda ad istituire funzionari sul paese, per prelevare un quinto sui prodotti del paese d'Egitto durante i sette anni di abbondanza.

35. Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l'autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città.

36. Questi viveri serviranno al paese di riserva per i sette anni di carestia che verranno nel paese d'Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia».

37. La cosa piacque al faraone e a tutti i suoi ministri.

38. Il faraone disse ai ministri: «Potremo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?».

39. Poi il faraone disse a Giuseppe: «Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te.

40. Tu stesso sarai il mio maggiordomo e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te».

41. Il faraone disse a Giuseppe: «Ecco, io ti metto a capo di tutto il paese d'Egitto».

42. Il faraone si tolse di mano l'anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d'oro.

43. Poi lo fece montare sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: «Abrech». E così lo si stabilì su tutto il paese d'Egitto.

44. Poi il faraone disse a Giuseppe: «Sono il faraone, ma senza il tuo permesso nessuno potrà alzare la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto».

45. E il faraone chiamò Giuseppe Zafnat-Paneach e gli diede in moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On. Giuseppe uscì per tutto il paese d'Egitto.

46. Giuseppe aveva trent'anni quando si presentò al faraone re d'Egitto.

47. Durante i sette anni di abbondanza la terra produsse a profusione.

48. Egli raccolse tutti i viveri dei sette anni, nei quali vi era stata l'abbondanza nel paese d'Egitto, e ripose i viveri nelle città, cioè in ogni città ripose i viveri della campagna circostante.

49. Giuseppe ammassò il grano come la sabbia del mare, in grandissima quantità, così che non se ne fece più il computo, perché era incalcolabile.

50. Intanto nacquero a Giuseppe due figli, prima che venisse l'anno della carestia; glieli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On.

51. Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, «perché - disse - Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre».

52. E il secondo lo chiamò Efraim, «perché - disse - Dio mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione».

53. Poi finirono i sette anni di abbondanza nel paese d'Egitto

54. e cominciarono i sette anni di carestia, come aveva detto Giuseppe. Ci fu carestia in tutti i paesi, ma in tutto l'Egitto c'era il pane.

55. Poi tutto il paese d'Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. Allora il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà».

56. La carestia dominava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e vendette il grano agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava in Egitto.

57. E da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.

Capitolo 42

1. Ora Giacobbe seppe che in Egitto c'era il grano; perciò disse ai figli: «Perché state a guardarvi l'un l'altro?».

2. E continuò: «Ecco, ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e compratene per noi, perché possiamo conservarci in vita e non morire».

3. Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento in Egitto.

4. Ma quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo mandò con i fratelli perché diceva: «Non gli succeda qualche disgrazia!».

5. Arrivarono dunque i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nel paese di Canaan c'era la carestia.

6. Ora Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra.

7. Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: «Di dove siete venuti?». Risposero: «Dal paese di Canaan per comperare viveri».

8. Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero.

9. Si ricordò allora Giuseppe dei sogni che aveva avuti a loro riguardo e disse loro: «Voi siete spie! Voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese».

10. Gli risposero: «No, signore mio; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri.

11. Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!».

12. Ma egli disse loro: «No, voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese!».

13. Allora essi dissero: «Dodici sono i tuoi servi, siamo fratelli, figli di un solo uomo, nel paese di Canaan; ecco il più giovane è ora presso nostro padre e uno non c'è più».

14. Giuseppe disse loro: «Le cose stanno come vi ho detto: voi siete spie.

15. In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane.

16. Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri. Siano così messe alla prova le vostre parole, per sapere se la verità è dalla vostra parte. Se no, per la vita del faraone, voi siete spie!».

17. E li tenne in carcere per tre giorni.

18. Al terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio!

19. Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case.

20. Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Allora le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono.

21. Allora si dissero l'un l'altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto la sua angoscia quando ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci è venuta addosso quest'angoscia».

22. Ruben prese a dir loro: «Non ve lo avevo detto io: Non peccate contro il ragazzo? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco ora ci si domanda conto del suo sangue».

23. Non sapevano che Giuseppe li capiva, perché tra lui e loro vi era l'interprete.

24. Allora egli si allontanò da loro e pianse. Poi tornò e parlò con essi. Scelse tra di loro Simeone e lo fece incatenare sotto i loro occhi.

25. Quindi Giuseppe diede ordine che si riempissero di grano i loro sacchi e si rimettesse il denaro di ciascuno nel suo sacco e si dessero loro provviste per il viaggio. E così venne loro fatto.

26. Essi caricarono il grano sugli asini e partirono di là.

27. Ora in un luogo dove passavano la notte uno di essi aprì il sacco per dare il foraggio all'asino e vide il proprio denaro alla bocca del sacco.

28. Disse ai fratelli: «Mi è stato restituito il denaro: eccolo qui nel mio sacco!». Allora si sentirono mancare il cuore e tremarono, dicendosi l'un l'altro: «Che è mai questo che Dio ci ha fatto?».

29. Arrivati da Giacobbe loro padre, nel paese di Canaan, gli riferirono tutte le cose che erano loro capitate:

30. «Quell'uomo che è il signore del paese ci ha parlato duramente e ci ha messi in carcere come spie del paese.

31. Allora gli abbiamo detto: Noi siamo sinceri; non siamo spie!

32. Noi siamo dodici fratelli, figli di nostro padre: uno non c'è più e il più giovane è ora presso nostro padre nel paese di Canaan.

33. Ma l'uomo, signore del paese, ci ha risposto: In questo modo io saprò se voi siete sinceri: lasciate qui con me uno dei vostri fratelli, prendete il grano necessario alle vostre case e andate.

34. Poi conducetemi il vostro fratello più giovane; così saprò che non siete spie, ma che siete sinceri; io vi renderò vostro fratello e voi potrete percorrere il paese in lungo e in largo».

35. Mentre vuotavano i sacchi, ciascuno si accorse di avere la sua borsa di denaro nel proprio sacco. Quando essi e il loro padre videro le borse di denaro, furono presi dal timore.

36. E il padre loro Giacobbe disse: «Voi mi avete privato dei figli! Giuseppe non c'è più, Simeone non c'è più e Beniamino me lo volete prendere. Su di me tutto questo ricade!».

37. Allora Ruben disse al padre: «Farai morire i miei due figli, se non te lo ricondurrò. Affidalo a me e io te lo restituirò».

38. Ma egli rispose: «Il mio figlio non verrà laggiù con voi, perché suo fratello è morto ed egli è rimasto solo. Se gli capitasse una disgrazia durante il viaggio che volete fare, voi fareste scendere con dolore la mia canizie negli inferi».

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Capitolo 33

1. Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi, ad ogni mia parola porgi l'orecchio.

2. Ecco, io apro la bocca, parla la mia lingua entro il mio palato.

3. Il mio cuore dirà sagge parole e le mie labbra parleranno chiaramente.

4. Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell'Onnipotente mi dà vita.

5. Se puoi, rispondimi, prepàrati davanti a me, stà pronto.

6. Ecco, io sono come te di fronte a Dio e anch'io sono stato tratto dal fango:

7. ecco, nulla hai da temere da me, né graverò su di te la mano.

8. Non hai fatto che dire ai miei orecchi e ho ben udito il suono dei tuoi detti:

9. «Puro son io, senza peccato, io sono mondo, non ho colpa;

10. ma egli contro di me trova pretesti e mi stima suo nemico;

11. pone in ceppi i miei piedi e spia tutti i miei passi!».

12. Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione. Dio è infatti più grande dell'uomo.

13. Perché ti lamenti di lui, se non risponde ad ogni tua parola?

14. Dio parla in un modo o in un altro, ma non si fa attenzione.

15. Parla nel sogno, visione notturna, quando cade il sopore sugli uomini e si addormentano sul loro giaciglio;

16. apre allora l'orecchio degli uomini e con apparizioni li spaventa,

17. per distogliere l'uomo dal male e tenerlo lontano dall'orgoglio,

18. per preservarne l'anima dalla fossa e la sua vita dalla morte violenta.

19. Lo corregge con il dolore nel suo letto e con la tortura continua delle ossa;

20. quando il suo senso ha nausea del pane, il suo appetito del cibo squisito;

21. quando la sua carne si consuma a vista d'occhio e le ossa, che non si vedevano prima, spuntano fuori,

22. quando egli si avvicina alla fossa e la sua vita alla dimora dei morti.

23. Ma se vi è un angelo presso di lui, un protettore solo fra mille, per mostrare all'uomo il suo dovere,

24. abbia pietà di lui e dica: «Scampalo dallo scender nella fossa, ho trovato il riscatto»,

25. allora la sua carne sarà più fresca che in gioventù, tornerà ai giorni della sua adolescenza:

26. supplicherà Dio e questi gli userà benevolenza, gli mostrerà il suo volto in giubilo, e renderà all'uomo la sua giustizia.

27. Egli si rivolgerà agli uomini e dirà: «Avevo peccato e violato la giustizia, ma egli non mi ha punito per quel che meritavo;

28. mi ha scampato dalla fossa e la mia vita rivede la luce».

29. Ecco, tutto questo fa Dio, due volte, tre volte con l'uomo,

30. per sottrarre l'anima sua dalla fossa e illuminarla con la luce dei viventi.

31. Attendi, Giobbe, ascoltami, taci e io parlerò:

32. ma se hai qualcosa da dire, rispondimi, parla, perché vorrei darti ragione;

33. se no, tu ascoltami e io ti insegnerò la sapienza.

Capitolo 34

1. Eliu continuò a dire:

2. Ascoltate, saggi, le mie parole e voi, sapienti, porgetemi l'orecchio,

3. Perché l'orecchio distingue le parole, come il palato assapora i cibi.

4. Esploriamo noi ciò che è giusto, indaghiamo fra di noi quale sia il bene:

5. poiché Giobbe ha detto: «Io son giusto, ma Dio mi ha tolto il mio diritto;

6. contro il mio diritto passo per menzognero, inguaribile è la mia piaga benché senza colpa».

7. Chi è come Giobbe che beve, come l'acqua, l'insulto,

8. che fa la strada in compagnia dei malfattori, andando con uomini iniqui?

9. Poiché egli ha detto: «Non giova all'uomo essere in buona grazia con Dio».

10. Perciò ascoltatemi, uomini di senno: lungi da Dio l'iniquità e dall'Onnipotente l'ingiustizia!

11. Poiché egli ripaga l'uomo secondo il suo operato e fa trovare ad ognuno secondo la sua condotta.

12. In verità, Dio non agisce da ingiusto e l'Onnipotente non sovverte il diritto!

13. Chi mai gli ha affidato la terra e chi ha disposto il mondo intero?

14. Se egli richiamasse il suo spirito a sé e a sé ritraesse il suo soffio,

15. ogni carne morirebbe all'istante e l'uomo ritornerebbe in polvere.

16. Se hai intelletto, ascolta bene questo, porgi l'orecchio al suono delle mie parole.

17. Può mai governare chi odia il diritto? E tu osi condannare il Gran Giusto?

18. lui che dice ad un re: «Iniquo!» e ai principi: «Malvagi!»,

19. lui che non usa parzialità con i potenti e non preferisce al povero il ricco, perché tutti costoro sono opera delle sue mani?

20. In un istante muoiono e nel cuore della notte sono colpiti i potenti e periscono; e senza sforzo rimuove i tiranni,

21. poiché egli tiene gli occhi sulla condotta dell'uomo e vede tutti i suoi passi.

22. Non vi è tenebra, non densa oscurità, dove possano nascondersi i malfattori.

23. Poiché non si pone all'uomo un termine per comparire davanti a Dio in giudizio:

24. egli fiacca i potenti, senza fare inchieste, e colloca altri al loro posto.

25. Poiché conosce le loro opere, li travolge nella notte e sono schiacciati;

26. come malvagi li percuote, li colpisce alla vista di tutti;

27. perché si sono allontanati da lui e di tutte le sue vie non si sono curati,

28. sì da far giungere fino a lui il grido dell'oppresso e fargli udire il lamento dei poveri.

29. Se egli tace, chi lo può condannare? Se vela la faccia, chi lo può vedere? Ma sulle nazioni e sugli individui egli veglia,

30. perché non regni un uomo perverso, perché il popolo non abbia inciampi.

31. Si può dunque dire a Dio: «Porto la pena, senza aver fatto il male;

32. se ho peccato, mostramelo; se ho commesso l'iniquità, non lo farò più»?

33. Forse, secondo le tue idee dovrebbe ricompensare, perché tu rifiuti il suo giudizio? Poiché tu devi scegliere, non io, dì, dunque, quello che sai.

34. Gli uomini di senno mi diranno con l'uomo saggio che mi ascolta:

35. «Giobbe non parla con sapienza e le sue parole sono prive di senno».

36. Bene, Giobbe sia esaminato fino in fondo, per le sue risposte da uomo empio,

37. perché aggiunge al suo peccato la rivolta, in mezzo a noi batte le mani e moltiplica le parole contro Dio.

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1. Ascoltate, o figli, l'istruzione di un padre e fate attenzione per conoscere la verità,

2. poiché io vi do una buona dottrina; non abbandonate il mio insegnamento.

3. Anch'io sono stato un figlio per mio padre, tenero e caro agli occhi di mia madre.

4. Egli mi istruiva dicendomi: «Il tuo cuore ritenga le mie parole; custodisci i miei precetti e vivrai.

5. Acquista la sapienza, acquista l'intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non allontanartene mai.

6. Non abbandonarla ed essa ti custodirà, amala e veglierà su di te.

7. Principio della sapienza: acquista la sapienza; a costo di tutto ciò che possiedi acquista l'intelligenza.

8. Stimala ed essa ti esalterà, sarà la tua gloria, se l'abbraccerai.

9. Una corona di grazia porrà sul tuo capo, con un diadema di gloria ti cingerà».

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"O passado não conta mais para o Senhor. O que conta é o presente e estar atento e pronto para reparar o que foi feito." São Padre Pio de Pietrelcina