Talált 628 Eredmények: Nazioni Sconfitte Da Giosuè 12
Giosuè e tutto Israele ritornarono verso l'accampamento di Gàlgala. (Giosuè 10, 15)
Fu riferito a Giosuè: "Sono stati trovati i cinque re, nascosti nella grotta a Makkedà". (Giosuè 10, 17)
Giosuè disse loro: "Rotolate grosse pietre contro l'entrata della grotta e appostate alcune sentinelle per sorvegliarli. (Giosuè 10, 18)
Quando Giosuè e gli Israeliti ebbero finito di infliggere loro una sconfitta tanto grande da finirli, e i superstiti che erano loro sfuggiti ebbero raggiunto le loro fortezze, (Giosuè 10, 20)
tutto l'esercito ritornò sano e salvo all'accampamento di Makkedà presso Giosuè. Nessuno osò più muover lingua contro gli Israeliti. (Giosuè 10, 21)
Giosuè quindi ordinò: "Aprite l'ingresso della grotta e fatemi uscire dalla grotta quei cinque re". (Giosuè 10, 22)
Quando quei re furono fatti uscire dinanzi a Giosuè, egli convocò tutti gli Israeliti e disse agli ufficiali che avevano marciato con lui: "Avvicinatevi e ponete i vostri piedi sul collo di questi re!". Quelli si avvicinarono e posero i piedi sul loro collo. (Giosuè 10, 24)
Disse loro Giosuè: "Non temete e non spaventatevi! Coraggio, siate forti, perché così farà il Signore a tutti i nemici contro cui dovrete combattere". (Giosuè 10, 25)
Dopo di ciò, Giosuè li colpì e li fece morire e li fece appendere a cinque alberi. Vi rimasero appesi fino a sera. (Giosuè 10, 26)
All'ora del tramonto, per ordine di Giosuè, li calarono dagli alberi e li gettarono nella grotta dove si erano nascosti. All'ingresso della grotta posero grosse pietre, che sono lì ancora oggi. (Giosuè 10, 27)
Giosuè in quel giorno conquistò Makkedà: passò a fil di spada la città e il suo re, li votò allo sterminio, con ogni essere vivente che era in essa; non lasciò alcun superstite e trattò il re di Makkedà come aveva trattato il re di Gerico. (Giosuè 10, 28)
Da Makkedà Giosuè e tutto Israele passarono a Libna e l'attaccarono. (Giosuè 10, 29)