Talált 2700 Eredmények: Cielo E Terra
Il Signore, loro Dio, in quel giorno li salverà, come gregge del suo popolo; come gemme di un diadema brilleranno sulla sua terra. (Zaccaria 9, 16)
Li farò ritornare dalla terra d'Egitto, li raccoglierò dall'Assiria, per ricondurli nella terra di Gàlaad e del Libano, e non basterà per loro lo spazio. (Zaccaria 10, 10)
Oracolo. Parola del Signore su Israele. Oracolo del Signore che ha dispiegato i cieli e fondato la terra, che ha formato il soffio vitale nell'intimo dell'uomo: (Zaccaria 12, 1)
In quel giorno io farò di Gerusalemme come una pietra pesante per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno graffiati; contro di essa si raduneranno tutte le nazioni della terra. (Zaccaria 12, 3)
Ma ognuno dirà: "Non sono un profeta: sono un lavoratore della terra, ad essa mi sono dedicato fin dalla mia giovinezza". (Zaccaria 13, 5)
Il Signore sarà re di tutta la terra. In quel giorno il Signore sarà unico e unico il suo nome. (Zaccaria 14, 9)
Se qualcuna delle famiglie della terra non andrà a Gerusalemme per adorare il re, il Signore degli eserciti, su di essa non ci sarà pioggia. (Zaccaria 14, 17)
Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi pure alla prova in questo - dice il Signore degli eserciti -, se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti. (Malachia 3, 10)
Terrò indietro gli insetti divoratori, perché non vi distruggano i frutti della terra e la vite non sia sterile nel campo, dice il Signore degli eserciti. (Malachia 3, 11)
Felici vi diranno tutte le genti, perché sarete una terra di delizie, dice il Signore degli eserciti. (Malachia 3, 12)
egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio. (Malachia 3, 24)
E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". (Vangelo secondo Matteo 2, 6)