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Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore finché visse il sacerdote Ioiadà. (Cronache 2 24, 2)
Quando ebbero finito, portarono davanti al re e a Ioiadà il resto del denaro e con esso fecero arredi per il tempio: vasi per il servizio liturgico e per gli olocausti, coppe e altri oggetti d'oro e d'argento. Finché visse Ioiadà, si offrirono sempre olocausti nel tempio. (Cronache 2 24, 14)
Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. (Cronache 2 25, 2)
Ma Amazia non diede ascolto. Era volontà di Dio che fossero consegnati nelle mani del nemico, perché si erano rivolti agli dèi di Edom. (Cronache 2 25, 20)
Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore come aveva fatto Amazia suo padre. (Cronache 2 26, 4)
Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi abitanti in Gur-Baal e contro i Meuniti. (Cronache 2 26, 7)
Ozia possedeva un esercito agguerrito e pronto per combattere, diviso in schiere, registrate sotto la sorveglianze dello scriba Ieiel e di Maaseia, commissario agli ordini di Anania, uno degli ufficiali del re. (Cronache 2 26, 11)
Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore come agì Ozia suo padre, ma non entrò nel tempio e il popolo continuava a pervertirsi. (Cronache 2 27, 2)
Quando Acaz divenne re, aveva vent'anni; regnò sedici anni in Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come Davide suo antenato. (Cronache 2 28, 1)
Egli bruciò incenso nella valle di Ben-Hinnòn; bruciò i suoi figli nel fuoco, imitando gli abomini delle popolazioni che il Signore aveva scacciate davanti agli Israeliti. (Cronache 2 28, 3)
In quel tempo il re Acaz mandò a chiedere aiuto al re di Assiria. (Cronache 2 28, 16)
Acaz spogliò il tempio, il palazzo del re e dei principi e consegnò tutto all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto. (Cronache 2 28, 21)