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preferendo morire nobilmente piuttosto che divenire schiavo degli scellerati e subire insulti indegni della sua nobiltà. (Maccabei 2 14, 42)
Non avendo però portato a segno il colpo per la fretta della lotta, mentre la folla premeva fuori delle porte, salì arditamente sulle mura e si gettò giù coraggiosamente sulla folla. (Maccabei 2 14, 43)
e, ormai completamente esangue, si strappò gli intestini e prendendoli con le mani li gettò contro la folla. Morì in tal modo, invocando il Signore della vita e dello spirito perché di nuovo glieli restituisse. (Maccabei 2 14, 46)
Nicànore, avendo saputo che gli uomini di Giuda si trovavano nella regione della Samaria, decise di assalirli a colpo sicuro nel giorno del riposo. (Maccabei 2 15, 1)
L'altro ribatté: "E io sono sovrano sulla terra, che comando di prendere le armi e di eseguire le disposizioni del re". Tuttavia non riuscì a mandare a effetto il suo crudele intento. (Maccabei 2 15, 5)
Confortandoli così con le parole della legge e dei profeti e ricordando loro le lotte che avevano già condotto a termine, li rese più coraggiosi. (Maccabei 2 15, 9)
La sua visione era questa: Onia, che era stato sommo sacerdote, uomo onesto e buono, modesto nel portamento, mite nel contegno, spedito ed elegante nel parlare, occupato fin dalla fanciullezza in tutto ciò che è proprio della virtù, con le mani protese pregava per tutta la comunità dei Giudei. (Maccabei 2 15, 12)
Nel pregare il Signore, si esprimeva in questo modo: "Tu, Signore, inviasti il tuo angelo al tempo di Ezechia, re della Giudea, ed egli fece perire nel campo di Sennàcherib centoottantacinquemila uomini. (Maccabei 2 15, 22)
Quando vi giunse, convocati tutti i connazionali e collocati i sacerdoti davanti all'altare, mandò a chiamare quelli della Cittadella (Maccabei 2 15, 31)
Tagliata poi la lingua del sacrilego Nicànore, la fece gettare a pezzi agli uccelli e ordinò di appendere davanti al tempio la ricompensa della sua follia. (Maccabei 2 15, 33)
Il timore del Signore è principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione. (Proverbi 1, 7)
nei clamori della città essa chiama, pronuncia i suoi detti alle porte della città: (Proverbi 1, 21)