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Il mio padrone non faccia caso a quella razza d'uomo, a Nabal, perché lui è proprio come il suo nome: si chiama stolto ed è pieno di stoltezza. Ma io, tua serva, non ho veduto i giovani che il mio signore ha inviato. (Samuele 1 25, 25)
Ma i capi dei Filistei si adirarono contro di lui e gli dissero: "Fa' tornare indietro quell'uomo! Ritorni alla località che gli hai assegnato! Non deve scendere con noi in battaglia, per non diventare un nostro avversario nella battaglia. Con che cosa potrà rientrare nelle grazie dei suoi padroni? Non è forse con le teste di questi uomini? (Samuele 1 29, 4)
Lèvati domattina presto con i servi del tuo padrone che sono venuti con te, e andate al luogo che vi ho assegnato. Non far caso a questa faccenda, perché tu sei accetto alla mia presenza. Domattina alzatevi presto e, allo spuntare dell'alba, andatevene". (Samuele 1 29, 10)
Davide gli domandò: "A chi appartieni e di dove sei?". Rispose: "Io sono un giovane egiziano, schiavo di un Amalecita; il mio padrone mi ha abbandonato perché mi sono ammalato tre giorni fa. (Samuele 1 30, 13)
Davide gli domandò: "Mi vuoi guidare verso quella banda?". Gli rispose: "Giurami per Dio che non mi farai morire e non mi consegnerai al mio padrone, e ti guiderò verso quella banda". (Samuele 1 30, 15)
Allora Saul disse al suo scudiero: "Sfodera la tua spada e trafiggimi con essa, affinché non vengano quegli incirconcisi, mi trafiggano e facciano sevizie su di me". Ma il suo scudiero non volle perché era pieno di timore. Allora Saul prese la spada e si gettò su di essa. (Samuele 1 31, 4)
Quando lo scudiero vide che Saul era morto, anch'egli si gettò sulla propria spada e morì con lui. (Samuele 1 31, 5)
Fecero cordoglio, piansero e digiunarono fino a sera su Saul e su Gionata suo figlio, sul popolo del Signore e sulla casa d'Israele, perché erano caduti di spada. (Samuele 2 1, 12)
ma dal sangue dei trafitti, dal grasso dei prodi. L'arco di Gionata non si ritrasse mai e la spada di Saul non ritornava a vuoto. (Samuele 2 1, 22)
Ognuno afferrò il suo avversario per la testa e conficcò la spada nel fianco dell'altro. Così caddero insieme e quel luogo fu chiamato Campo dei Fianchi: si trova a Gabaon. (Samuele 2 2, 16)
Allora Abner gridò a Ioab: "La spada dovrà forse infierire senza fine? Non sai che il risultato non sarà che amarezza? Fino a quando non dirai al popolo di smettere d'inseguire i propri fratelli?". (Samuele 2 2, 26)
Presero Asaèl e lo seppellirono nel sepolcro di suo padre a Betlemme. Poi Ioab e i suoi uomini marciarono tutta la notte e all'alba furono a Ebron. (Samuele 2 2, 32)