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Coloro che erano incaricati dell'illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest'uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare la porzione delle carni sacrificate imposta dal re, (Maccabei 2 6, 21)
perché, agendo a questo modo, avrebbe sfuggito la morte e approfittato di questo atto di clemenza in nome dell'antica amicizia che aveva con loro. (Maccabei 2 6, 22)
non dimenticasse l'iniquo sterminio di fanciulli innocenti e le bestemmie pronunciate contro il suo nome e mostrasse sdegno contro la malvagità. (Maccabei 2 8, 4)
questo, se non per loro merito, almeno per l'alleanza con i loro padri e per riguardo al suo glorioso nome invocato sopra di loro. (Maccabei 2 8, 15)
La memoria del giusto è in benedizione, il nome degli empi svanisce. (Proverbi 10, 7)
Torre fortissima è il nome del Signore: il giusto vi si rifugia ed è al sicuro. (Proverbi 18, 10)
Un buon nome val più di grandi ricchezze e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro. (Proverbi 22, 1)
Chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra? Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai? (Proverbi 30, 4)
perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: "Chi è il Signore?", oppure, ridotto all'indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio. (Proverbi 30, 9)
perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra. (Qoelet (Ecclesiaste) 6, 4)
Ciò che è, già da tempo ha avuto un nome; e si sa che cos'è un uomo: egli non può competere con chi è più forte di lui. (Qoelet (Ecclesiaste) 6, 10)
Un buon nome è preferibile all'unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita. 2È meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d'ogni uomo e chi vive ci rifletterà. 3È preferibile la mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice. (Qoelet (Ecclesiaste) 7, 1)