Löydetty 1950 Tulokset: Eli
Ripartiti il giorno seguente, giungemmo a Cesarèa; entrati nella casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei Sette, restammo presso di lui. (Atti degli Apostoli 21, 8)
I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. (Atti degli Apostoli 23, 8)
Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché venga condotto sano e salvo dal governatore Felice". (Atti degli Apostoli 23, 24)
"Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute. (Atti degli Apostoli 23, 26)
le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine. (Atti degli Apostoli 24, 3)
Allora Felice, che era assai bene informato su quanto riguardava questa Via, li congedò dicendo: "Quando verrà il comandante Lisia, esaminerò il vostro caso". (Atti degli Apostoli 24, 22)
Dopo alcuni giorni, Felice arrivò in compagnia della moglie Drusilla, che era giudea; fece chiamare Paolo e lo ascoltava intorno alla fede in Cristo Gesù. (Atti degli Apostoli 24, 24)
Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e disse: "Per il momento puoi andare; ti farò chiamare quando ne avrò il tempo". (Atti degli Apostoli 24, 25)
Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo. Volendo fare cosa gradita ai Giudei, Felice lasciò Paolo in prigione. (Atti degli Apostoli 24, 27)
E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: "C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, (Atti degli Apostoli 25, 14)
avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo. (Atti degli Apostoli 25, 19)
essi sanno pure da tempo, se vogliono darne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto secondo la setta più rigida della nostra religione. (Atti degli Apostoli 26, 5)