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Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al divieto del re: "Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all'infuori di te, re, sia gettato nella fossa dei leoni?". Il re rispose: "Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani". 14"Ebbene - replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere". (Daniele 6, 13)
La mattina dopo il re si alzò di buon'ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. (Daniele 6, 20)
intorno alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a quell'ultimo corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute tre corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che parlava con alterigia e appariva maggiore delle altre corna. (Daniele 7, 20)
Il giorno ventiquattro del primo mese, mentre stavo sulla sponda del gran fiume, cioè il Tigri, (Daniele 10, 4)
Egli mi disse: "Non temere, Daniele, poiché fin dal primo giorno in cui ti sei sforzato di intendere, umiliandoti davanti a Dio, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto per le tue parole. (Daniele 10, 12)
I due anziani che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un'ardente passione per lei: (Daniele 13, 8)
Ogni giorno con maggior desiderio cercavano di vederla. Un giorno uno disse all'altro: 13"Andiamo pure a casa: è l'ora di desinare" e usciti se ne andarono. (Daniele 13, 12)
Il giorno dopo, tutto il popolo si adunò nella casa di Ioakìm, suo marito e andarono là anche i due anziani pieni di perverse intenzioni per condannare a morte Susanna. (Daniele 13, 28)
e applicando la legge di Mosè li fece morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente. (Daniele 13, 62)
Da quel giorno in poi Daniele divenne grande di fronte al popolo. (Daniele 13, 64)
I Babilonesi avevano un idolo chiamato Bel, al quale offrivano ogni giorno dodici sacchi di fior di farina, quaranta pecore e sei barili di vino. (Daniele 14, 3)
Anche il re venerava questo idolo e andava ogni giorno ad adorarlo. Daniele però adorava il suo Dio e perciò il re gli disse: "Perché non adori Bel?". (Daniele 14, 4)