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Quale guadagno viene all'uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? (Qoelet (Ecclesiaste) 1, 3)
Infatti, quale profitto viene all'uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? (Qoelet (Ecclesiaste) 2, 22)
Non c'è di meglio per l'uomo che mangiare e bere e godersi il frutto delle sue fatiche; mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio. (Qoelet (Ecclesiaste) 2, 24)
e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio. (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 13)
Poi, riguardo ai figli dell'uomo, mi sono detto che Dio vuole metterli alla prova e mostrare che essi di per sé sono bestie. (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 18)
Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa: come muoiono queste, così muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. L'uomo non ha alcun vantaggio sulle bestie, perché tutto è vanità. (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 19)
Chi sa se il soffio vitale dell'uomo sale in alto, mentre quello della bestia scende in basso, nella terra? (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 21)
Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la parte che gli spetta; e chi potrà condurlo a vedere ciò che accadrà dopo di lui? (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 22)
il caso di chi è solo e non ha nessuno, né figlio né fratello. Eppure non smette mai di faticare, né il suo occhio è mai sazio di ricchezza: "Per chi mi affatico e mi privo dei beni?". Anche questo è vanità e un'occupazione gravosa. (Qoelet (Ecclesiaste) 4, 8)
Se ne vanno in fumo queste ricchezze per un cattivo affare e il figlio che gli è nato non ha nulla nelle mani. (Qoelet (Ecclesiaste) 5, 13)
Ecco quello che io ritengo buono e bello per l'uomo: è meglio mangiare e bere e godere dei beni per ogni fatica sopportata sotto il sole, nei pochi giorni di vita che Dio gli dà, perché questa è la sua parte. (Qoelet (Ecclesiaste) 5, 17)
Inoltre ad ogni uomo, al quale Dio concede ricchezze e beni, egli dà facoltà di mangiarne, prendere la sua parte e godere della sua fatica: anche questo è dono di Dio. (Qoelet (Ecclesiaste) 5, 18)