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Non prendano in moglie una prostituta né una disonorata o una donna scacciata da suo marito; perché il sacerdote è consacrato al suo Dio. (Levitico 21, 7)
Tu lo considererai santo, perché egli offre il nutrimento al tuo Dio. Sia per te un essere santo, perché santo sono io, il Signore che vi santifica. (Levitico 21, 8)
Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre. Sia bruciata. (Levitico 21, 9)
Non esca dal santuario e non profani il santuario del suo Dio: ha su di sé la consacrazione dell'olio dell'unzione del suo Dio. Io sono il Signore. (Levitico 21, 12)
e non profanerà la sua discendenza nella sua parentela, perché io sono il Signore che lo santifico". (Levitico 21, 15)
ma non si rechi al velo e non si avvicini all'altare, perché ha un difetto, e non profani i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico". (Levitico 21, 23)
"Ordina ad Aronne e ai suoi figli che si astengano dalle cose sante dei figli d'Israele e non profanino il mio santo nome in quelle cose che essi mi consacrano. Io sono il Signore. (Levitico 22, 2)
Di' loro: Per tutte le vostre generazioni, chiunque fra la vostra discendenza si avvicini in stato d'impurità alle cose sacre che i figli d'Israele consacrano al Signore, sia eliminato dalla mia presenza. Io sono il Signore. (Levitico 22, 3)
Quando il sole sarà tramontato, sarà puro e potrà mangiare le cose sante, perché sono il suo cibo. (Levitico 22, 7)
Il sacerdote non mangerà bestie morte o sbranate, contraendone impurità. Io sono il Signore. (Levitico 22, 8)
I sacerdoti osservino tutte le mie disposizioni, così non porteranno il peso del peccato e non morranno per aver profanato le cose sante. Io sono il Signore che li santifica. (Levitico 22, 9)
Ma se il sacerdote acquista una persona con il suo denaro, questi ne potrà mangiare e anche colui che è nato in casa; essi mangiano del suo stesso cibo. (Levitico 22, 11)