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che avrebbe dichiarata libera quella santa città verso la quale si era diretto in fretta per spianarla al suolo e per farne un cimitero; (Maccabei 2 9, 14)
Non è che disperi di me stesso, avendo, al contrario, molta speranza di sfuggire a questa infermità. (Maccabei 2 9, 22)
e riflettendo inoltre come i sovrani limitrofi e vicini al regno spiano i momenti e attendono gli eventi, ho designato come re mio figlio Antioco, che spesso, quando salivo verso le satrapie settentrionali, affidai e raccomandai alla maggioranza di voi. Ho scritto anche a lui la lettera sottotrascritta. (Maccabei 2 9, 25)
Ora invece esporremo quelle relative ad Antioco Eupàtore, che era figlio di quell'empio, limitandoci ai mali collegati alle sue guerre. (Maccabei 2 10, 10)
Quando gli uomini del Maccabeo appresero che egli assediava le fortezze, con gemiti e lacrime, insieme a tutto il popolo, supplicarono il Signore d'inviare un angelo buono per la salvezza d'Israele. (Maccabei 2 11, 6)
In conformità a una decisione pubblica della città, questi accettarono, perché desideravano fare la pace e non avevano alcun sospetto; ma quando furono al largo, quelli ne fecero affondare non meno di duecento. (Maccabei 2 12, 4)
Tu, o re, che conosci bene ognuna di queste cose, provvedi al paese e alla nostra gente minacciata, in conformità a quell'affabile umanità che hai verso tutti. (Maccabei 2 14, 9)
La sua visione era questa. Onia, l'ex sommo sacerdote, uomo onesto e buono, modesto nell'aspetto, mite nel tratto, elegantemente spedito nel parlare e fin da fanciullo esercitato nella pratica di tutte le virtù, con le mani protese pregava per tutta la comunità dei Giudei. (Maccabei 2 15, 12)
Una strada agli occhi dell'uomo par diritta, all'altra estremità però c'è un trabocchetto. (Proverbi 14, 12)
Il cuore del giusto riflette alle sue risposte, la bocca degli empi vomita malvagità. (Proverbi 15, 28)
il boccone che mangi, tu lo vomiterai e perderai il frutto dei tuoi discorsi amabili. (Proverbi 23, 8)
Hai trovato il miele: mangiane il necessario; perché tu non ti impinzi e debba vomitarlo. (Proverbi 25, 16)