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Se infatti Abramo fu giustificato in base alle opere, ha un titolo di vanto; ma non davanti a Dio. (Romani 4, 2)
come anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio imputa la giustificazione, a prescindere dalle opere: (Romani 4, 6)
Questo dichiarare beato riguarda dunque la circoncisione o anche l'incirconcisione? Diciamo infatti: Ad Abramo la fede fu computata a giustificazione. (Romani 4, 9)
e padre dei circoncisi, i quali non solo provengono dalla circoncisione, ma seguono le orme della fede praticata dal nostro padre Abramo incirconciso. (Romani 4, 12)
Infatti la promessa che egli sarebbe stato erede del mondo non fu fatta ad Abramo e alla sua discendenza in forza della legge, ma in forza della giustificazione dipendente dalla fede. (Romani 4, 13)
Quindi, la promessa dipende dalla fede. In tal modo essa è dono gratuito, assicurato a tutta la discendenza, non solo a quella che si fonda sulla legge, ma anche a quella che si fonda sulla fede di Abramo, che è padre di noi tutti. (Romani 4, 16)
Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molte nazioni, davanti a Dio, cui egli credette come a colui che dà vita ai morti e chiama all'essere le cose che non sono. (Romani 4, 17)
Fondato sulla promessa di Dio, non esitò nell'incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, (Romani 4, 20)
bensì anche per noi, ai quali pure doveva essere computata, che crediamo in Colui che risuscitò da morte Gesù nostro Signore, (Romani 4, 24)
il quale fu dato per causa dei nostri peccati e fu risuscitato per compiere la nostra giustificazione. (Romani 4, 25)
la costanza una virtù collaudata, la virtù collaudata la speranza. (Romani 5, 4)
La speranza, poi, non delude, poiché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo datoci in dono. (Romani 5, 5)