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La legge infatti non condusse nulla a perfezione. Invece è stata fatta entrare nel mondo una speranza superiore, per la quale ci avviciniamo a Dio. (Ebrei 7, 19)
aE in quanto ha ricevuto il sacerdozio non senza giuramento, (Ebrei 7, 20)
bGli altri sono divenuti sacerdoti senza giuramento, (Ebrei 7, 20)
questi invece col giuramento di colui che gli dice: Il Signore ha giurato e non se ne pentirà: Tu sei sacerdote per l'eternità. (Ebrei 7, 21)
E quelli sono divenuti sacerdoti in molti, perché la morte impediva loro di rimanere. (Ebrei 7, 23)
Questi invece, per il fatto che rimane in eterno, ha un sacerdozio non trasmissibile. (Ebrei 7, 24)
Onde può anche salvare per sempre quelli che, mediante lui, si avvicinano a Dio, essendo sempre vivente per intercedere in loro favore. (Ebrei 7, 25)
A noi occorreva infatti un tale sacerdote: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori, innalzato più in alto dei cieli. (Ebrei 7, 26)
Il quale non ha bisogno, tutti i giorni, di offrire vittime prima per i propri peccati, poi per quelli del popolo, come i sommi sacerdoti, perché questo egli ha fatto una volta per tutte offrendo se stesso. (Ebrei 7, 27)
Infatti la legge costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza, la parola invece del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio, reso perfetto per l'eternità. (Ebrei 7, 28)
Il punto centrale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un tale sommo sacerdote che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli, (Ebrei 8, 1)
Ogni sommo sacerdote, infatti viene stabilito per offrire doni e sacrifici; perciò è necessario che anche questi abbia qualche cosa da offrire. (Ebrei 8, 3)