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Io ho emesso un ordine a quelli che sono a me consacrati, ho chiamato per il mio sdegno i miei prodi, fieri della mia grandezza". (Isaia 13, 3)
La gioia e il tripudio sono scomparsi dai frutteti, nelle vigne non si tripudia, non si acclama, il vino non lo pigia il pigiatore, il grido è cessato. (Isaia 16, 10)
Oracolo su Damasco. Ecco, Damasco cesserà di essere una città e diventerà un cumulo di rovine. (Isaia 17, 1)
Tolte saranno ad Efraim le fortificazioni e a Damasco il regno; il resto di Aram avrà una gloria simile a quella dei figli d'Israele. Oracolo del Signore degli eserciti. (Isaia 17, 3)
Ecco qui che giunge una carovana umana, coppie di cavalieri". Esclamano e dicono: "E' caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono frantumate a terra". (Isaia 21, 9)
Perciò dico: "Ritiratevi da me, che io pianga amaramente, non vogliate consolarmi della rovina della figlia del mio popolo!". (Isaia 22, 4)
Il Signore, Dio degli eserciti, vi chiamava in quel giorno a piangere e lamentarvi, a tagliarvi i capelli ed a cingere il sacco. (Isaia 22, 12)
Non si beve più vino cantando, la bevanda inebriante è amara per i suoi bevitori. (Isaia 24, 9)
Quelli alzeranno la loro voce, acclamando la maestà del Signore. "Esultate, pertanto, dalla parte del mare, (Isaia 24, 14)
Sarà come quando l'affamato sogna di mangiare, ma si sveglia e il suo stomaco è vuoto; e come quando l'assetato sogna di bere, ma svegliato è stanco e la gola è asciutta; così avverrà alla moltitudine delle nazioni che combattono contro il monte Sion. (Isaia 29, 8)
Perché il tiranno non sarà più e il derisore sparirà, saranno sterminati quanti tramano l'iniquità, (Isaia 29, 20)
Perché l'insensato dice stoltezze e il suo cuore medita iniquità, sì da commettere l'empietà e proferire errori riguardo al Signore, rimandare vuoto lo stomaco dell'affamato e privare di bevanda l'assetato. (Isaia 32, 6)