Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 152, 1 Re 10 presenta la fama e la saggezza di Salomone, riconosciute da tutte le nazioni, inclusa la visita della regina di Saba. Ecclesiaste 7-9 offre profonde riflessioni sulla giustizia, la morte e la retta via davanti a Dio. Il Salmo 8 eleva la nostra mente alla maestà del Creatore, ricordandoci la dignità degli esseri umani nell'opera di Dio.

1. La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi.

2. Venne in Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva pensato.

3. Salomone rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse risposta o che restasse insolubile per Salomone.

4. La regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di Salomone, il palazzo che egli aveva costruito,

5. i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l'attività dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato.

6. Allora disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza!

7. Io non avevo voluto credere a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n'era stata riferita neppure una metà! Quanto alla saggezza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita.

8. Beati i tuoi uomini, beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza!

9. Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia».

10. Essa diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone.

11. Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di sandalo in gran quantità e pietre preziose.

12. Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo.

13. Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con mano regale. Quindi essa tornò nel suo paese con i suoi servi.

14. La quantità d'oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti,

15. senza contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti, da tutti i re dell'Arabia e dai governatori del paese.

16. Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per ciascuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro,

17. e trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ciascuno dei quali adoperò tre mine d'oro, e il re li collocò nel palazzo della Foresta del Libano.

18. Inoltre, il re fece un grande trono d'avorio che rivestì d'oro puro.

19. Il trono aveva sei gradini; sullo schienale c'erano teste di vitello; il sedile aveva due bracci laterali, ai cui fianchi si ergevano due leoni.

20. Dodici leoni si ergevano di qua e di là, sui sei gradini; non ne esistevano di simili in nessun regno.

21. Tutti i vasi per le bevande del re Salomone erano d'oro; tutti gli arredi del palazzo della Foresta del Libano erano d'oro fino; al tempo di Salomone l'argento non si stimava nulla.

22. Difatti il re aveva in mare la flotta di Tarsis, oltre la flotta di Chiram; ogni tre anni la flotta di Tarsis portava carichi d'oro e d'argento, d'avorio, di scimmie e di babbuini.

23. Il re Salomone superò, dunque, per ricchezza e saggezza, tutti i re della terra.

24. In ogni parte della terra si desiderava di avvicinare Salomone per ascoltare la saggezza che Dio aveva messo nel suo cuore.

25. Ognuno gli portava, ogni anno, offerte d'argento e oggetti d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli.

26. Salomone radunò carri e cavalli; aveva millequattrocento carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle città per i carri e presso il re in Gerusalemme.

27. Fece sì che in Gerusalemme l'argento abbondasse come le pietre e rese il legname di cedro tanto comune quanto i sicomòri che crescono nella Sefela.

28. I cavalli di Salomone provenivano da Muzri e da Kue; i mercanti del re li compravano in Kue.

29. Un carro, importato da Muzri, costava seicento sicli d'argento, un cavallo centocinquanta. In tal modo tutti i re degli Hittiti e i re di Aram vendevano i loro cavalli.

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Capitolo 7

1. Un buon nome è preferibile all'unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita.

2. E' meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d'ogni uomo e chi vive ci rifletterà.

3. E' preferibile la mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.

4. Il cuore dei saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa.

5. Meglio ascoltare il rimprovero del saggio che ascoltare il canto degli stolti:

6. perché com'è il crepitio dei pruni sotto la pentola, tale è il riso degli stolti. Ma anche questo è vanità.

7. Il mal tolto rende sciocco il saggio e i regali corrompono il cuore.

8. Meglio la fine di una cosa che il suo principio;

9. Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l'ira alberga in seno agli stolti.

10. Non domandare: «Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?», poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza.

11. E' buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole;

12. perché si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede.

13. Osserva l'opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo?

14. Nel giorno lieto stà allegro e nel giorno triste rifletti: «Dio ha fatto tanto l'uno quanto l'altro, perché l'uomo non trovi nulla da incolparlo».

15. Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l'empio nonostante la sua iniquità.

16. Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti?

17. Non esser troppo malvagio e non essere stolto. Perché vuoi morire innanzi tempo?

18. E' bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.

19. La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città.

20. Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi.

21. Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te,

22. perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri.

23. Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: «Voglio essere saggio!», ma la sapienza è lontana da me!

24. Ciò che è stato è lontano e profondo, profondo: chi lo può raggiungere?

25. Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia.

26. Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.

27. Vedi, io ho scoperto questo, dice Qoèlet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione.

28. Quello che io cerco ancora e non ho trovato è questo: ma una donna fra tutte non l'ho trovata.

29. Vedi, solo questo ho trovato: ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti.

Capitolo 8

1. Chi è come il saggio? Chi conosce la spiegazione delle cose? La sapienza dell'uomo ne rischiara il volto, ne cambia la durezza del viso.

2. Osserva gli ordini del re e, a causa del giuramento fatto a Dio,

3. non allontanarti in fretta da lui e non persistere nel male; perché egli può fare ciò che vuole.

4. Infatti, la parola del re è sovrana; chi può dirgli: «Che fai?».

5. Chi osserva il comando non prova alcun male; la mente del saggio conosce il tempo e il giudizio.

6. Infatti, per ogni cosa vi è tempo e giudizio e il male dell'uomo ricade gravemente su chi lo fa.

7. Questi ignora che cosa accadrà; chi mai può indicargli come avverrà?

8. Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie.

9. Tutto questo ho visto riflettendo su ogni azione che si compie sotto il sole, quando l'uomo domina sull'altro uomo, a proprio danno.

10. Frattanto ho visto empi venir condotti alla sepoltura; invece, partirsene dal luogo santo ed essere dimenticati nella città coloro che avevano operato rettamente. Anche questo è vanità.

11. Poiché non si dà una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore dei figli dell'uomo è pieno di voglia di fare il male;

12. poiché il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perché provano timore davanti a lui,

13. e non sarà felice l'empio e non allungherà come un'ombra i suoi giorni, perché egli non teme Dio.

14. Sulla terra si ha questa delusione: vi sono giusti ai quali tocca la sorte meritata dagli empi con le loro opere, e vi sono empi ai quali tocca la sorte meritata dai giusti con le loro opere. Io dico che anche questo è vanità.

15. Perciò approvo l'allegria, perché l'uomo non ha altra felicità, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole.

16. Quando mi sono applicato a conoscere la sapienza e a considerare l'affannarsi che si fa sulla terra - poiché l'uomo non conosce riposo né giorno né notte -

17. allora ho osservato tutta l'opera di Dio, e che l'uomo non può scoprire la ragione di quanto si compie sotto il sole; per quanto si affatichi a cercare, non può scoprirla. Anche se un saggio dicesse di conoscerla, nessuno potrebbe trovarla.

Capitolo 9

1. Infatti ho riflettuto su tutto questo e ho compreso che i giusti e i saggi e le loro azioni sono nelle mani di Dio.

2. Vi è una sorte unica per tutti, per il giusto e l'empio, per il puro e l'impuro, per chi offre sacrifici e per chi non li offre, per il buono e per il malvagio, per chi giura e per chi teme di giurare.

3. Questo è il male in tutto ciò che avviene sotto il sole: una medesima sorte tocca a tutti e anche il cuore degli uomini è pieno di male e la stoltezza alberga nel loro cuore mentre sono in vita, poi se ne vanno fra i morti.

4. Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c'è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto.

5. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce.

6. Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto è ormai finito, non avranno più alcuna parte in tutto ciò che accade sotto il sole.

7. Và, mangia con gioia il tuo pane, bevi il tuo vino con cuore lieto, perché Dio ha gia gradito le tue opere.

8. In ogni tempo le tue vesti siano bianche e il profumo non manchi sul tuo capo.

9. Godi la vita con la sposa che ami per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perché questa è la tua sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole.

10. Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, dove stai per andare.

11. Ho visto anche sotto il sole che non è degli agili la corsa, né dei forti la guerra e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza e nemmeno degli intelligenti il favore, perché il tempo e il caso raggiungono tutti.

12. Infatti l'uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l'uomo è sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui.

13. Anche questo fatto ho visto sotto il sole e mi parve assai grave:

14. c'era una piccola città con pochi abitanti. Un gran re si mosse contro di essa, l'assediò e vi costruì contro grandi bastioni.

15. Si trovava però in essa un uomo povero ma saggio, il quale con la sua sapienza salvò la città; eppure nessuno si ricordò di quest'uomo povero.

16. E io dico: ma la sapienza del povero è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate.

17. Le parole calme dei saggi si ascoltano più delle grida di chi domina fra i pazzi.

18. Meglio la sapienza che le armi da guerra, ma uno sbaglio solo annienta un gran bene.

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1. Al maestro di coro. Sul canto: «I Torchi...». Salmo. Di Davide.

2. O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

3. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

4. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,

5. che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

6. Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato:

7. gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi;

8. tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;

9. Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.

10. O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

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"Proponha-se a exercitar-se nas virtudes". São Padre Pio de Pietrelcina