Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 338, Atti 17 ci mostra Paolo che predica a Tessalonica e ad Atene, annunciando il Cristo risorto a ebrei e gentili. 1 Corinzi 15 insegna la centralità della risurrezione di Cristo nella fede cristiana. Proverbi 28:16-18 rafforza la differenza tra giusti e malvagi, evidenziando la sicurezza che deriva dal seguire la sapienza di Dio.

1. Seguendo la via di Anfipoli e Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.

2. Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,

3. spiegandole e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti; il Cristo, diceva, è quel Gesù che io vi annunzio.

4. Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.

5. Ma i Giudei, ingelositi, trassero dalla loro parte alcuni pessimi individui di piazza e, radunata gente, mettevano in subbuglio la città. Presentatisi alla casa di Giasone, cercavano Paolo e Sila per condurli davanti al popolo.

6. Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città gridando: «Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono anche qui e Giasone li ha ospitati.

7. Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, affermando che c'è un altro re, Gesù».

8. Così misero in agitazione la popolazione e i capi della città che udivano queste cose;

9. tuttavia, dopo avere ottenuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li rilasciarono.

10. Ma i fratelli subito, durante la notte, fecero partire Paolo e Sila verso Berèa. Giunti colà entrarono nella sinagoga dei Giudei.

11. Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così.

12. Molti di loro credettero e anche alcune donne greche della nobiltà e non pochi uomini.

13. Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Berèa era stata annunziata da Paolo la parola di Dio, andarono anche colà ad agitare e sobillare il popolo.

14. Allora i fratelli fecero partire subito Paolo per la strada verso il mare, mentre Sila e Timòteo rimasero in città.

15. Quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l'ordine per Sila e Timòteo di raggiungerlo al più presto.

16. Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al vedere la città piena di idoli.

17. Discuteva frattanto nella sinagoga con i Giudei e i pagani credenti in Dio e ogni giorno sulla piazza principale con quelli che incontrava.

18. Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano: «Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?». E altri: «Sembra essere un annunciatore di divinità straniere» poiché annunziava Gesù e la risurrezione.

19. Presolo con sé, lo condussero sull'Areòpago e dissero: «Possiamo dunque sapere qual è questa nuova dottrina predicata da te?

20. Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta».

21. Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare.

22. Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areòpago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei.

23. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio.

24. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo

25. né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.

26. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio,

27. perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi.

28. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto:

29. Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana.

30. Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi,

31. poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».

32. Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: «Ti sentiremo su questo un'altra volta».

33. Così Paolo uscì da quella riunione.

34. Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.

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1. Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,

2. e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

3. Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,

4. fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,

5. e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

6. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

7. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

8. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

9. Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

10. Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.

11. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

12. Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?

13. Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!

14. Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.

15. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono.

16. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;

17. ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.

18. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.

19. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

20. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

21. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

22. e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.

23. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;

24. poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

25. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.

26. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

27. perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

28. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

29. Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?

30. E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente?

31. Ogni giorno io affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto, fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore!

32. Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo.

33. Non lasciatevi ingannare: «Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi».

34. Ritornate in voi, come conviene, e non peccate! Alcuni infatti dimostrano di non conoscere Dio; ve lo dico a vostra vergogna.

35. Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?».

36. Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore;

37. e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere.

38. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo.

39. Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci.

40. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri.

41. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un'altra nello splendore.

42. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile;

43. si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza;

44. si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. che

45. il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.

46. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.

47. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo.

48. Quale è l'uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.

49. E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste.

50. Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l'incorruttibilità.

51. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,

52. in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

53. E' necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

54. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

55. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?

56. Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.

57. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

58. Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

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16. Un principe privo di senno moltiplica le vessazioni, ma chi odia la rapina prolungherà i suoi giorni.

17. Un uomo perseguitato per omicidio fuggirà fino alla tomba: nessuno lo soccorre.

18. Chi procede con rettitudine sarà salvato, chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto.

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"Não nos preocupemos quando Deus põe à prova a nossa fidelidade." São Padre Pio de Pietrelcina