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Il giorno 261, Gesù ci parla del Regno di Dio attraverso parabole e miracoli in Matteo 11-13, rivelando la sua saggezza e autorità. Proverbi 19:5-8 completa questi insegnamenti, offrendo principi pratici sull'integrità, la giustizia e la ricerca della vera saggezza.
1. Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
2. Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:
3. «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».
4. Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:
5. I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,
6. e beato colui che non si scandalizza di me».
7. Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
8. Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!
9. E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta.
10. Egli è colui, del quale sta scritto: che preparerà la tua via davanti a te.
11. In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
12. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
13. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.
14. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire.
15. Chi ha orecchi intenda.
16. Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:
17. Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
18. E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.
19. E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere».
20. Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite:
21. «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.
22. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.
23. E tu, Cafarnao, Fino agli inferi precipiterai! essa esisterebbe!
24. Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».
25. In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
26. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
27. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
28. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
29. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
30. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
1. In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano.
2. Ciò vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato».
3. Ed egli rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni?
4. Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti?
5. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa?
6. Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio.
7. Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.
8. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
9. Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga.
10. Ed ecco, c'era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Gesù: «E' permesso curare di sabato?». Dicevano ciò per accusarlo.
11. Ed egli disse loro: «Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l'afferra e la tira fuori?
12. Ora, quanto è più prezioso un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche di sabato».
13. E rivolto all'uomo, gli disse: «Stendi la mano». Egli la stese, e quella ritornò sana come l'altra.
14. I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo.
15. Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli guarì tutti,
16. ordinando loro di non divulgarlo,
17. perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia:
18. Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Porrò il mio spirito sopra di lui e annunzierà la giustizia alle genti.
19. Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce.
20. La canna infranta non spezzerà, non spegnerà il lucignolo fumigante, finché abbia fatto trionfare la giustizia;
21. nel suo nome spereranno le genti.
22. In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva.
23. E tutta la folla era sbalordita e diceva: «Non è forse costui il figlio di Davide?».
24. Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: «Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni».
25. Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: «Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi.
26. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?
27. E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici.
28. Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio.
29. Come potrebbe uno penetrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potrà saccheggiare la casa.
30. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
31. Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
32. A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.
33. Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero.
34. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
35. L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.
36. Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;
37. poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».
38. Allora alcuni scribi e farisei lo interrogarono: «Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno». Ed egli rispose:
39. «Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta.
40. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
41. Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c'è più di Giona!
42. La regina del sud si leverà a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora qui c'è più di Salomone!
43. Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova.
44. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna.
45. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa».
46. Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.
47. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».
48. Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
49. Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;
50. perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».
1. Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.
2. Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
3. Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare.
4. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
5. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
6. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
7. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
8. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.
9. Chi ha orecchi intenda».
10. Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
11. Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato.
12. Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
13. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.
14. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: guarderete, ma non vedrete.
15. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.
16. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.
17. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!
18. Voi dunque intendete la parabola del seminatore:
19. tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
20. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia,
21. ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.
22. Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.
23. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».
24. Un'altra parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
25. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
26. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.
27. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
28. Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
29. No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
30. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».
31. Un'altra parabola espose loro: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.
32. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami».
33. Un'altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti».
34. Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole,
35. perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
36. Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
37. Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
38. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,
39. e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
40. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
41. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
42. e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
43. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!
44. Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
45. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose;
46. trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
47. Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.
48. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
49. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni
50. e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
51. Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
52. Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
53. Terminate queste parabole, Gesù partì di là
54. e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?
55. Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
56. E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?».
57. E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
58. E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.
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5. Il falso testimone non resterà impunito, chi diffonde menzogne non avrà scampo.
6. Molti sono gli adulatori dell'uomo generoso e tutti sono amici di chi fa doni.
7. Il povero è disprezzato dai suoi stessi fratelli, tanto più si allontanano da lui i suoi amici. Egli va in cerca di parole, ma non ci sono.
8. Chi acquista senno ama se stesso e chi agisce con prudenza trova fortuna.
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"Pense na felicidade que está reservada para nós no Paraíso". São Padre Pio de Pietrelcina