Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 293, 1 Maccabei 12 presenta episodi di coraggio e strategia maccabei. Siracide 30-31 rafforza gli insegnamenti sulla famiglia, il rispetto e la condotta etica, e Proverbi 23:13-16 ci ricorda l'importanza di correggere con amore e istruire con saggezza.

1. Giònata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse uomini adatti e li inviò a Roma per ristabilire e rinnovare l'amicizia con quel popolo.

2. Anche presso gli Spartani e in altre località inviò lettere sullo stesso argomento.

3. Partirono dunque per Roma e là entrarono nel consiglio e dissero: «Giònata sommo sacerdote e il popolo dei Giudei ci hanno inviati a rinnovare la comune amicizia e l'alleanza come la prima volta».

4. E i Romani diedero loro lettere di raccomandazione per le autorità dei vari luoghi, perché favorissero il loro ritorno pacifico in Giudea.

5. Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani:

6. «Giònata sommo sacerdote e il consiglio degli anziani del popolo e i sacerdoti e tutto il resto del popolo giudaico, agli Spartani loro fratelli salute.

7. Gia in passato era stata spedita una lettera ad Onia sommo sacerdote da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l'attestazione che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa.

8. Onia aveva accolto con onore l'inviato e aveva accettato la lettera nella quale vi erano le dichiarazioni di alleanza e di amicizia.

9. Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre mani,

10. ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fraternità e l'amicizia con voi in modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a noi.

11. Noi dunque fedelmente in tutte le feste e negli altri giorni prescritti ci ricordiamo di voi nei sacrifici che offriamo e nelle nostre invocazioni, com'è doveroso e conveniente ricordarsi dei fratelli.

12. Ci rallegriamo della vostra gloria.

13. Noi invece siamo stati circondati da tante oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuti i re dei paesi vicini,

14. ma non abbiamo voluto disturbare né voi né gli altri nostri alleati e amici in queste lotte:

15. abbiamo infatti dal cielo un valido aiuto per il quale noi siamo stati liberati dai nostri nemici ed essi sono stati umiliati.

16. Ora abbiamo designato Numenio figlio di Antioco e Antìpatro figlio di Giasone e li abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro.

17. Abbiamo quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi, per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fraternità.

18. Voi dunque farete cosa ottima comunicandoci una risposta su queste cose».

19. Segue ora copia della lettera che essi avevano inviato ad Onia:

20. «Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute.

21. Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo.

22. Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia.

23. Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi. Abbiamo quindi disposto perché vi sia riferito in questo senso».

24. Giònata ebbe notizia che i generali di Demetrio erano ritornati con forze più numerose di prima per ritentare la guerra contro di lui.

25. Egli si mosse da Gerusalemme e andò loro incontro nella regione di Amat, perché non volle dar loro il tempo di entrare nel suo paese.

26. Mandò nel loro campo delle spie, le quali tornarono annunciando che essi stavano disponendosi per dar loro l'assalto di notte.

27. Quando fu il tramonto, Giònata comandò ai suoi di vegliare tutta la notte e di stare con le armi pronte per la battaglia e dispose sentinelle intorno al campo.

28. Ma anche gli avversari seppero che Giònata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia e furon presi da timore ed esitazione d'animo e allora accesero fuochi nel loro campo.

29. Giònata e i suoi uomini non si accorsero di nulla fino al mattino, perché continuavano a vedere il bagliore dei fuochi.

30. Allora si diede a inseguire le loro tracce, ma non potè raggiungerli, perché avevano passato il fiume Elèutero.

31. Giònata piegò sugli Arabi chiamati Zabadei, li assalì e si impadronì delle loro spoglie.

32. Poi ripartì e andò a Damasco e si diede a percorrere tutto il paese.

33. Anche Simone fece una spedizione, marciando fino ad Ascalòna e ai vicini posti di guarnigione, poi piegò su Giaffa e se ne impadronì;

34. aveva sentito infatti che avevano intenzione di consegnare la fortezza ai partigiani di Demetrio; perciò vi pose una guarnigione per presidiarla.

35. Quando Giònata fu di ritorno, radunò in assemblea gli anziani del popolo e deliberò con loro di costruire fortezze in Giudea,

36. di sopraelevare le mura di Gerusalemme e di alzare una grande barriera tra la città e l'Acra per separare questa dalla città affinché fosse isolata, così che non potessero più né comperare né vendere.

37. Si organizzarono dunque per ricostruire la città e poiché era rovinato parte del muro sul torrente dal lato orientale, Giònata allestì il cosiddetto Kafenata.

38. Simone a sua volta ricostruì Adida nella Sefela fortificandola e applicandovi porte e sbarre.

39. Intanto Trifone cercava di diventare re dell'Asia, cingere la corona e stendere la mano contro il re Antioco,

40. ma sospettava che Giònata glielo impedisse e, nel caso, gli muovesse guerra. Perciò cercava di averlo nelle mani e di eliminarlo; si mosse dunque e venne a Beisan.

41. Giònata gli uscì incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati e venne a Beisan.

42. Trifone, vedendo che era venuto con numeroso esercito, si guardò bene dal mettergli le mani addosso.

43. Anzi lo ricevette con molti onori, lo presentò a tutti i suoi amici, gli offrì doni e ordinò ai suoi amici e alle sue truppe di obbedirgli come a lui stesso.

44. Disse a Giònata: «Perché mai hai disturbato tutta questa gente, non essendoci guerra tra di noi?

45. Su, dovresti rimandarli alle loro case; tu scegli per te pochi uomini che ti accompagnino e vieni con me a Tolemàide e io la consegnerò a te insieme con le altre fortezze e il resto dell'esercito e tutti i funzionari, poi tornerò indietro e partirò: sono venuto appunto per questo».

46. Giònata, fidatosi di lui, fece quanto aveva detto e rimandò le truppe che tornarono nella Giudea.

47. Fece rimanere tremila uomini, di cui duemila lasciò in Galilea e gli altri mille andarono con lui.

48. Ma quando Giònata fu entrato in Tolemàide, i cittadini chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati con lui.

49. Trifone mandò poi fanti e cavalli in Galilea e nella grande pianura per liquidare tutti gli uomini di Giònata.

50. Ma essi avevano sentito dire che Giònata era stato catturato e che era finita per lui e per quelli che erano con lui e, incoraggiatisi l'un l'altro, si presentarono inquadrati, pronti alla battaglia.

51. Gli inseguitori li videro decisi a difendere la loro vita e se ne tornarono.

52. Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; fecero lutto per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo.

53. Tutti i popoli intorno a loro cercarono subito di sterminarli, dicendo appunto: «Non hanno più né capo né sostegno: scendiamo ora in guerra contro di loro e cancelleremo anche il loro ricordo dagli uomini».

Piano di lettura completo

Scarica la guida con tutte le letture organizzate per giorno e monitora i tuoi progressi durante tutto l'anno.

Capitolo 30

1. Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta, per gioire di lui alla fine.

2. Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti.

3. Chi ammaestra il proprio figlio renderà geloso il nemico, mentre davanti agli amici potrà gioire.

4. Muore il padre? E' come se non morisse, perché lascia un suo simile dopo di sé.

5. Durante la vita egli gioiva nel contemplarlo, in punto di morte non prova dolore.

6. Di fronte ai nemici lascia un vendicatore, per gli amici uno che sa ricompensarli.

7. Chi accarezza un figlio ne fascerà poi le ferite, a ogni grido il suo cuore sarà sconvolto.

8. Un cavallo non domato diventa restio, un figlio lasciato a se stesso diventa sventato.

9. Coccola il figlio ed egli ti incuterà spavento, scherza con lui, ti procurerà dispiaceri.

10. Non ridere con lui per non doverti con lui rattristare, che non debba digrignare i denti alla fine.

11. Non concedergli libertà in gioventù, non prendere alla leggera i suoi difetti.

12. Piegagli il collo in gioventù e battigli le costole finché è fanciullo, perché poi intestardito non ti disobbedisca e tu ne abbia un profondo dolore.

13. Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai affrontare la sua insolenza.

14. Meglio un povero di aspetto sano e forte che un ricco malato nel suo corpo.

15. Salute e vigore valgono più di tutto l'oro, un corpo robusto più di un'immensa fortuna.

16. Non c'è ricchezza migliore della salute del corpo e non c'è contentezza al di sopra della gioia del cuore.

17. Meglio la morte che una vita amara, il riposo eterno che una malattia cronica.

18. Leccornie versate su una bocca chiusa tali le offerte cibarie poste su una tomba.

19. A che serve all'idolo l'offerta di frutti? Esso non mangia né sente il profumo; così è il perseguitato dal Signore.

20. Osserva con gli occhi e sospira, come un eunuco che abbraccia una vergine e sospira.

21. Non abbandonarti alla tristezza, non tormentarti con i tuoi pensieri.

22. La gioia del cuore è vita per l'uomo, l'allegria di un uomo è lunga vita.

23. Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia. La malinconia ha rovinato molti, da essa non si ricava nulla di buono.

24. Gelosia e ira accorciano i giorni, la preoccupazione anticipa la vecchiaia.

25. Un cuore sereno è anche felice davanti ai cibi, quello che mangia egli gusta.

Capitolo 31

1. L'insonnia per la ricchezza logora il corpo, l'affanno per essa distoglie il sonno.

2. L'affanno della veglia tien lontano l'assopirsi, come una grave malattia bandisce il sonno.

3. Un ricco fatica nell'accumulare ricchezze e se smette, si ingolfa nei piaceri.

4. Un povero fatica nelle privazioni della vita e se smette, cade nell'indigenza.

5. Chi ama l'oro non sarà esente da colpa, chi insegue il denaro per esso peccherà.

6. Molti sono andati in rovina a causa dell'oro, il loro disastro era davanti a loro.

7. E' una trappola per quanti ne sono entusiasti, ogni insensato vi resta preso.

8. Beato il ricco, che si trova senza macchia e che non corre dietro all'oro.

9. Chi è costui? noi lo proclameremo beato: difatti egli ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.

10. Chi ha subìto la prova, risultando perfetto? Sarà un titolo di gloria per lui. Chi, potendo trasgredire, non ha trasgredito, e potendo compiere il male, non lo ha fatto?

11. Si consolideranno i suoi beni e l'assemblea celebrerà le sue beneficenze.

12. Hai davanti una tavola sontuosa? Non spalancare verso di essa la tua bocca e non dire: «Che abbondanza qua sopra».

13. Ricòrdati che l'occhio cattivo è un male. Che cosa è stato creato peggiore dell'occhio? Per questo esso lacrima in ogni circostanza.

14. Dove guarda l'ospite, non stendere la mano; non intingere nel piatto insieme con lui.

15. Giudica le esigenze del prossimo dalle tue; e su ogni cosa rifletti.

16. Mangia da uomo ciò che ti è posto innanzi; non masticare con voracità per non renderti odioso.

17. Sii il primo a smettere per educazione, non essere ingordo per non incorrere nel disprezzo.

18. Se siedi tra molti invitati, non essere il primo a stendere la mano.

19. Quanto poco è sufficiente per un uomo educato, una volta a letto non si sente soffocato.

20. Sonno salubre con uno stomaco ben regolato, al mattino si alza e il suo spirito è libero. Travaglio di insonnia, coliche e vomiti accompagnano l'uomo ingordo.

21. Se sei stato forzato a eccedere nei cibi, àlzati, và a vomitare e sarai sollevato.

22. Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi, alla fine troverai vere le mie parole. In tutte le azioni sii moderato e nessuna malattia ti coglierà.

23. Molte labbra loderanno chi è splendido nei banchetti, e vera è la testimonianza della sua munificenza.

24. La città mormora di chi è tirchio nei banchetti; ed esatta è la testimonianza della sua avarizia.

25. Non fare il forte con il vino, perché ha mandato molti in rovina.

26. La fornace prova il metallo nella tempera, così il vino i cuori in una sfida di arroganti.

27. Il vino è come la vita per gli uomini, purché tu lo beva con misura. Che vita è quella di chi non ha vino? Questo fu creato per la gioia degli uomini.

28. Allegria del cuore e gioia dell'anima è il vino bevuto a tempo e a misura.

29. Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, con eccitazione e per sfida.

30. L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, ne diminuisce le forze e gli procura ferite.

31. Durante un banchetto non rimproverare il vicino, non deriderlo nella sua letizia. Non dirgli parola di rimprovero e non tormentarlo col chiedergli ciò che ti deve.

Piano di lettura completo

Scarica la guida con tutte le letture organizzate per giorno e monitora i tuoi progressi durante tutto l'anno.

13. Non risparmiare al giovane la correzione, anche se tu lo batti con la verga, non morirà;

14. anzi, se lo batti con la verga, lo salverai dagli inferi.

15. Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio cuore gioirà.

16. Esulteranno le mie viscere, quando le tue labbra diranno parole rette.

Piano di lettura completo

Scarica la guida con tutte le letture organizzate per giorno e monitora i tuoi progressi durante tutto l'anno.






"Jesus vê, conhece e pesa todas as suas ações." São Padre Pio de Pietrelcina