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Il giorno 202, Isaia 23-24 annuncia giudizi sulle città e sull'intera terra, invitando a riflettere sull'orgoglio e sulla trasgressione. Abacuc 1-2 ci sfida a confidare in Dio anche di fronte all'ingiustizia e all'oppressione, ricordandoci che Lui ha il controllo. Proverbi 11:1-4 insegna l'onestà, la giustizia e l'importanza di condurre una vita integra davanti al Signore.
1. Oracolo su Tiro. perché è stato distrutto il vostro rifugio! Mentre tornavano dal paese dei Kittim, ne fu data loro notizia.
2. Ammutolite, abitanti della costa, mercanti di Sidòne, i cui agenti attraversavano
3. grandi acque. Il frumento del Nilo, il raccolto del fiume era la sua ricchezza; era il mercato dei popoli.
4. Vergognati, Sidòne, perché ha parlato il mare, la fortezza marinara, dicendo: «Io non ho avuto doglie, non ho partorito, non ho allevato giovani, non ho fatto crescere ragazze».
5. Appena si saprà in Egitto, saranno addolorati per la notizia di Tiro.
6. Passate in Tarsis, fate il lamento, abitanti della costa.
7. E' questa la vostra città gaudente, le cui origini risalgono a un'antichità remota, i cui piedi la portavano lontano per fissarvi dimore?
8. Chi ha deciso questo contro Tiro l'incoronata, i cui mercanti erano principi, i cui trafficanti erano i più nobili della terra?
9. Il Signore degli eserciti lo ha deciso per svergognare l'orgoglio di tutto il suo fasto, per umiliare i più nobili sulla terra.
10. Coltiva la tua terra come il Nilo, figlia di Tarsis; il porto non esiste più.
11. Ha steso la mano verso il mare, ha sconvolto i regni, il Signore ha decretato per Canaan di abbattere le sue fortezze.
12. Egli ha detto: «Non continuerai a far baldoria, tu duramente oppressa, vergine figlia di Sidòne. Alzati, và pure dai Kittim; neppure là ci sarà pace per te».
13. Ecco il paese da lui fondato per marinai, che ne avevano innalzato le torri; ne han demoliti i palazzi: egli l'ha ridotto a un cumulo di rovine.
14. Fate il lamento, navi di Tarsis, perché è stato distrutto il vostro rifugio.
15. In quel giorno Tiro sarà dimenticata per settant'anni, quanti sono gli anni di un re. Alla fine dei settanta anni a Tiro si applicherà la canzone della prostituta:
16. «Prendi la cetra, gira per la città, prostituta dimenticata; suona con abilità, moltiplica i canti, perché qualcuno si ricordi di te».
17. Ma alla fine dei settant'anni il Signore visiterà Tiro, che ritornerà ai suoi guadagni; essa trescherà con tutti i regni del mondo sulla terra.
18. Il suo salario e il suo guadagno saranno sacri al Signore. Non sarà ammassato né custodito il suo salario, ma andrà a coloro che abitano presso il Signore, perché possano nutrirsi in abbondanza e vestirsi con decoro.
1. Ecco che il Signore spacca la terra, la squarcia e ne sconvolge la superficie e ne disperde gli abitanti.
2. Avverrà lo stesso al popolo come al sacerdote, allo schiavo come al suo padrone, alla schiava come alla sua padrona, al compratore come al venditore, al creditore come al debitore, a chi riceve come a chi dà in prestito.
3. Sarà tutta spaccata la terra sarà tutta saccheggiata, perché il Signore ha pronunziato questa parola.
4. E' in lutto, languisce la terra; è squallido, languisce il mondo, il cielo con la terra perisce.
5. La terra è stata profanata dai suoi abitanti, perché hanno trasgredito le leggi, hanno disobbedito al decreto, hanno infranto l'alleanza eterna.
6. Per questo la maledizione divora la terra, i suoi abitanti ne scontano la pena; per questo sono bruciati gli abitanti della terra e sono rimasti solo pochi uomini.
7. Lugubre è il mosto, la vigna languisce, gemono tutti.
8. E' cessata la gioia dei timpani, è finito il chiasso dei gaudenti, è cessata la gioia della cetra.
9. Non si beve più il vino tra i canti, la bevanda inebriante è amara per chi la beve.
10. E' distrutta la città del caos, è chiuso l'ingresso di ogni casa.
11. Per le strade si lamentano, perché non c'è vino; ogni gioia è scomparsa, se ne è andata la letizia dal paese.
12. Nella città è rimasta la desolazione; la porta è stata abbattuta, fatta a pezzi.
13. Perché così accadrà nel centro della terra, in mezzo ai popoli, come quando si bacchiano le ulive, come quando si racimola, finita la vendemmia.
14. Quelli alzeranno la voce, acclameranno alla maestà del Signore. Gridano dal mare: «Acclamate, pertanto, popoli!
15. Voi in oriente, glorificate il Signore, nelle isole del mare, il nome del Signore, Dio d'Israele.
16. Dagli angoli estremi della terra abbiamo udito il canto: Gloria al giusto». Guai a me! Ohimè!». I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia.
17. Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra.
18. Chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio. Le cateratte dall'alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra.
19. A pezzi andrà la terra, in frantumi si ridurrà la terra, crollando crollerà la terra.
20. Certo, barcollerà la terra come un ubriaco, vacillerà come una tenda; peserà su di essa la sua iniquità, cadrà e non si rialzerà.
21. In quel giorno il Signore punirà in alto l'esercito di lassù e qui in terra i re della terra.
22. Saranno radunati e imprigionati in una fossa, saranno rinchiusi in un carcere e dopo lungo tempo saranno puniti.
23. Arrossirà la luna, impallidirà il sole, perché il Signore degli eserciti regna sul monte Sion e in Gerusalemme e davanti ai suoi anziani sarà glorificato.
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1. Oracolo che ebbe in visione il profeta Abacuc.
2. Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non soccorri?
3. Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione? Ho davanti rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese.
4. Non ha più forza la legge, nè mai si afferma il diritto. L'empio infatti raggira il giusto e il giudizio ne esce stravolto.
5. Guardate fra i popoli e osservate, inorridite e ammutolite: c'è chi compirà ai vostri giorni una cosa che a raccontarla non sarebbe creduta.
6. Ecco, io faccio sorgere i Caldei, popolo feroce e impetuoso, che percorre ampie regioni per occupare sedi non sue.
7. Egli è feroce e terribile, da lui esce il suo diritto e la sua grandezza.
8. Più veloci dei leopardi sono i suoi cavalli, più agili dei lupi della sera. Balzano i suoi destrieri, venuti da lontano, volano come aquila che piomba per divorare.
9. Tutti avanzano per la rapina. La loro faccia è infuocata come il vento d'oriente, ammassano i prigionieri come la sabbia.
10. Egli dei re si fa beffe, e dei capi si ride; si fa gioco di ogni fortezza, assale una città e la conquista.
11. Poi muta corso il vento: passa e paga il fio. Questa la potenza del mio Dio!
12. Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo, Signore. Tu lo hai scelto per far giustizia, l'hai reso forte, o Roccia, per castigare.
13. Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'iniquità, perché, vedendo i malvagi, taci mentre l'empio ingoia il giusto?
14. Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un verme che non ha padrone.
15. Egli li prende tutti all'amo, li tira su con il giacchio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode.
16. Perciò offre sacrifici alla sua rete e brucia incenso al suo giacchio, perché fanno grassa la sua parte e succulente le sue vivande.
17. Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massacrare le genti senza pietà?
1. Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti.
2. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente.
3. E' una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà».
4. Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.
5. La ricchezza rende malvagi; il superbo non sussisterà; spalanca come gli inferi le sue fauci e, come la morte, non si sazia, attira a sé tutti i popoli, raduna per sé tutte le genti.
6. Forse che tutti non lo canzoneranno, non faranno motteggi per lui? Diranno: - e fino a quando? - e si carica di pegni!
7. Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creditori, non si sveglieranno i tuoi esattori e tu diverrai loro preda?
8. Poiché tu hai spogliato molte genti, gli altri popoli spoglieranno te, a causa del sangue umano versato, della violenza fatta alla regione, alla città e ai suoi abitanti.
9. Guai a chi è avido di lucro, sventura per la sua casa, per mettere il nido in luogo alto, e sfuggire alla stretta della sventura.
10. Hai decretato il disonore alla tua casa; hai soppresso popoli numerosi, hai fatto del male contro te stesso.
11. La pietra infatti griderà dalla parete e dal tavolato risponderà la trave.
12. Guai a chi costruisce una città sul sangue e fonda un castello sull'iniquità.
13. Non è forse volere del Signore degli eserciti che i popoli fatichino per il fuoco e le nazioni si stanchino per un nulla?
14. Poiché, come le acque colmano il mare, così la terra dovrà riempirsi di conoscenza della gloria del Signore.
15. Guai a chi fa bere i suoi vicini versando veleno per ubriacarli e scoprire le loro nudità.
16. Ti sei saziato di vergogna, non di gloria. Bevi, e ti colga il capogiro. Si riverserà su di te il calice della destra del Signore e la vergogna sopra il tuo onore,
17. poiché lo scempio fatto al Libano ricadrà su di te e il massacro degli animali ti colmerà di spavento, a causa del sangue umano versato, della violenza fatta alla regione, alla città e a tutti i suoi abitanti.
18. A che giova un idolo perché l'artista si dia pena di scolpirlo? O una statua fusa o un oracolo falso, perché l'artista confidi in essi, scolpendo idoli muti?
19. Guai a chi dice al legno: «Svegliati», e alla pietra muta: «Alzati». Ecco, è ricoperta d'oro e d'argento ma dentro non c'è soffio vitale.
20. Il Signore risiede nel suo santo tempio. Taccia, davanti a lui, tutta la terra!
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1. La bilancia falsa è in abominio al Signore, ma del peso esatto egli si compiace.
2. Viene la superbia, verrà anche l'obbrobrio, mentre la saggezza è presso gli umili.
3. L'integrità degli uomini retti li guida, la perversità dei perfidi li rovina.
4. Non serve la ricchezza nel giorno della collera, ma la giustizia libera dalla morte.
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"Ouço interiormente uma voz que constantemente me diz: Santifique-se e santifique!" São Padre Pio de Pietrelcina