Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 199, Isaia 16-17 descrive i giudizi su Moab e altri popoli, sottolineando la giustizia di Dio. Gioele 3 avverte del giorno del Signore e del giudizio sulle nazioni, invitando il popolo al pentimento e alla giustizia. Proverbi 10:21-24 offre istruzioni su una vita etica, onestà e integrità, dimostrando che praticare la saggezza conduce alla benedizione e alla protezione divina.

Capitolo 16

1. Mandate l'agnello al signore del paese, dalla rupe verso il deserto al monte della figlia di Sion.

2. Come un uccello fuggitivo, come una nidiata dispersa saranno le figlie di Moab ai guadi dell'Arnon.

3. Dacci un consiglio, prendi una decisione! Rendi come la notte la tua ombra in pieno mezzogiorno; nascondi i dispersi, non tradire i fuggiaschi.

4. Siano tuoi ospiti i dispersi di Moab; sii loro rifugio di fronte al devastatore. Quando sarà estinto il tiranno e finita la devastazione, scomparso il distruttore della regione,

5. allora sarà stabilito un trono sulla mansuetudine, vi siederà con tutta fedeltà, nella tenda di Davide, un giudice sollecito del diritto e pronto alla giustizia.

6. Abbiamo udito l'orgoglio di Moab, l'orgogliosissimo, la sua alterigia, la sua superbia, la sua tracotanza, la vanità delle sue chiacchiere.

7. Per questo i Moabiti innalzano un lamento per Moab, si lamentano tutti; per le focacce di uva di Kir-Carèset gemono tutti costernati.

8. Sono squallidi i campi di Chesbòn, languiscono le viti di Sibmà. Signori di popoli ne hanno spezzato i tralci che raggiungevano Iazèr, penetravano fin nel deserto; i loro rami si estendevano liberamente, giungevano al mare.

9. Per questo io piangerò con il pianto di Iazèr sui vigneti di Sibmà. Ti inonderò con le mie lacrime, Chesbòn, Elealè, perché sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia è piombato il grido dei vignaioli.

10. Sono scomparse gioia e allegria dai frutteti; nelle vigne non si levano più lieti clamori, né si grida più allegramente. Il vino nei tini nessuno lo ammosta, l'evviva di gioia è cessato.

11. Perciò le mie viscere fremono per Moab come una cetra, il mio intimo freme per Kir-Carèset.

12. Moab si mostrerà e si stancherà sulle alture, verrà nel suo santuario per pregare, ma senza successo.

13. Questo è il messaggio che pronunziò un tempo il Signore su Moab.

14. Ma ora il Signore dice: «In tre anni, come gli anni di un salariato, sarà deprezzata la gloria di Moab con tutta la sua numerosa popolazione. Ne rimarrà solo un resto, piccolo e impotente».

Capitolo 17

1. Oracolo su Damasco. diverrà un cumulo di rovine.

2. Le sue borgate saranno abbandonate per sempre; saranno pascolo dei greggi che vi riposeranno senza esserne scacciati.

3. A Efraim sarà tolta la cittadella, a Damasco la sovranità. Al resto degli Aramei toccherà la stessa sorte della gloria degli Israeliti, oracolo del Signore degli eserciti.

4. In quel giorno verrà ridotta la gloria di Giacobbe e la pinguedine delle sue membra dimagrirà.

5. Avverrà come quando il mietitore prende una manciata di steli, e con l'altro braccio falcia le spighe, come quando si raccolgono le spighe nella valle dei Rèfaim,

6. Vi resteranno solo racimoli, come alla bacchiatura degli ulivi: due o tre bacche sulla cima dell'albero, quattro o cinque sui rami da frutto. Oracolo del Signore, Dio di Israele.

7. In quel giorno si volgerà l'uomo al suo creatore e i suoi occhi guarderanno al Santo di Israele.

8. Non si volgerà agli altari, lavoro delle sue mani; non guarderà ciò che fecero le sue dita, i pali sacri e gli altari per l'incenso.

9. In quel giorno avverrà alle tue fortezze come alle città abbandonate che l'Eveo e l'Amorreo evacuarono di fronte agli Israeliti e sarà una desolazione.

10. Perché hai dimenticato Dio tuo salvatore e non ti sei ricordato della Roccia, tua fortezza. Tu pianti perciò piante amene e innesti tralci stranieri;

11. di giorno le pianti, le vedi crescere e al mattino vedi fiorire i tuoi semi, ma svanirà il raccolto in un giorno di malattia e di dolore insanabile.

12. Ah, il rumore di popoli immensi, rumore come il mugghio dei mari, fragore di nazioni come lo scroscio di acque che scorrono veementi.

13. Le nazioni fanno fragore come il fragore di molte acque, ma il Signore le minaccia, esse fuggono lontano; come pula sono disperse sui monti dal vento e come mulinello di polvere dinanzi al turbine.

14. Alla sera, ecco era tutto uno spavento, prima del mattino non è gia più. Questo è il destino dei nostri predatori e la sorte dei nostri saccheggiatori.

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1. Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.

2. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito.

3. Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo.

4. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile.

5. Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati.

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21. Le labbra del giusto nutriscono molti, gli stolti muoiono in miseria.

22. La benedizione del Signore arricchisce, non le aggiunge nulla la fatica.

23. E' un divertimento per lo stolto compiere il male, come il coltivar la sapienza per l'uomo prudente.

24. Al malvagio sopraggiunge il male che teme, il desiderio dei giusti invece è soddisfatto.

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"Submeter-se não significa ser escravo, mas ser livre para receber santos conselhos." São Padre Pio de Pietrelcina