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Il giorno 291, esploreremo la perseveranza dei Maccabei in 1 Maccabei 10, la saggezza pratica sulla famiglia e le relazioni in Siracide 26-27 e la riflessione sulla ricchezza e i valori in Proverbi 23:5-8. Questa giornata ci ispira coraggio, discernimento e fedeltà alla volontà di Dio.
1. Nell'anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antioco, s'imbarcò e occupò Tolemàide; vi fu riconosciuto re e cominciò a regnare.
2. Quando lo seppe, il re Demetrio radunò un esercito molto grande e gli mosse contro per fargli guerra.
3. Demetrio mandò anche lettere a Giònata con espressioni di amicizia per esaltarlo.
4. Diceva infatti: «Preveniamo costoro con la proposta di far pace con noi, prima che Giònata concluda un'alleanza con Alessandro contro tutti noi.
5. Si ricorderà certo di tutti i mali che abbiamo causati a lui, ai suoi fratelli e al suo popolo».
6. Gli concesse facoltà di raccogliere milizie, di preparare armi e considerarsi suo alleato e gli fece restituire gli ostaggi che erano nell'Acra.
7. Giònata venne in Gerusalemme e lesse le lettere davanti a tutto il popolo e a quelli dell'Acra.
8. Questi ebbero grande timore quando sentirono che il re gli aveva concesso facoltà di arruolare milizie.
9. Quelli dell'Acra restituirono gli ostaggi ed egli li rese ai loro genitori.
10. Giònata pose la residenza in Gerusalemme e incominciò a ricostruire e rinnovare la città.
11. Ordinò ai costruttori di edificare le mura e la cinta muraria del monte Sion con pietre quadrate per fortificazione, e così fecero.
12. Gli stranieri che stavano nelle fortezze edificate da Bàcchide fuggirono;
13. ognuno abbandonò la sua posizione e tornò alla sua terra;
14. solo in Bet-Zur erano rimasti alcuni traditori della legge e dei comandamenti; fu quello il loro rifugio.
15. Il re Alessandro seppe dell'ambasciata che Demetrio aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate
16. e disse: «Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e alleato».
17. Scrisse e spedì a lui questa lettera:
18. «Il re Alessandro al fratello Giònata salute.
19. Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto ad essere nostro amico.
20. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re - gli aveva inviato anche la porpora e la corona d'oro - perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi».
21. Giònata indossò le vesti sacre nel settimo mese dell'anno centosessanta nella festa delle Capanne e arruolò soldati e fece preparare molte armi.
22. Demetrio venne a sapere queste cose e si rattristò e disse:
23. «Perché abbiamo lasciato che Alessandro ci prevenisse nell'accaparrarsi l'amicizia dei Giudei a suo sostegno?
24. Scriverò anch'io parole d'invito e proposte di onori e di doni, perché passino dalla nostra parte».
25. Scrisse loro in questi termini: «Il re Demetrio al popolo dei Giudei salute.
26. Avete osservato le nostre alleanze e siete rimasti nella nostra amicizia e non siete passati ai nostri nemici: l'abbiamo saputo e ne siamo felici.
27. Continuate dunque a mantenerci la vostra fedeltà e ricambieremo con favori quello che farete per noi.
28. Vi concederemo ampie immunità e vi invieremo doni.
29. Fin da ora dispenso voi ed esonero tutti i Giudei dal tributo e dalla tassa del sale e dalle corone.
30. Rinuncio anche da oggi in poi a riscuotere dalla Giudea e dai tre distretti che le sono annessi, dalla Samaria e dalla Galilea, la terza parte del grano e la metà dei frutti degli alberi che mi spetta, da oggi per sempre.
31. Gerusalemme sia santa ed esente con il suo distretto e così siano sacre le decime e i tributi.
32. Rinuncio anche al potere sull'Acra in Gerusalemme e la concedo al sommo sacerdote perché vi stabilisca uomini da lui scelti a presidiarla.
33. Rimetto in libertà senza compenso anche ogni persona giudea, fatta prigioniera fuori del paese di Giuda in tutti i miei domìni; tutti siano esonerati dai tributi, anche da quelli del bestiame.
34. Tutte le feste e i sabati e i noviluni e il triduo prima e il triduo dopo la festa siano tutti giorni di esenzione e di immunità per tutti i Giudei che sono nel mio regno;
35. nessuno avrà il potere di intentare causa contro di loro o di disturbarli per alcun motivo.
36. Si potranno arruolare nell'esercito del re fino a tremila Giudei e sarà dato loro il soldo, come spetta a tutte le forze del re.
37. Saranno posti di stanza alcuni di loro nelle più grandi fortezze del re, alcuni di loro saranno anche preposti agli affari di fiducia del regno; i loro superiori e i comandamenti saranno scelti tra di loro e potranno regolarsi secondo le loro leggi, come ha prescritto il re anche per la Giudea.
38. I tre distretti assegnati alla Giudea, detraendoli dalla regione della Samaria, saranno riconosciuti dalla Giudea e considerati come sottoposti a uno solo e non dipendenti da altra autorità che non sia quella del sommo sacerdote.
39. Assegno Tolemàide e le sue dipendenze come dono al tempio di Gerusalemme per le spese necessarie al santuario.
40. Io personalmente assegno ogni anno quindicimila sicli d'argento prelevati dai diritti del re sulle località più convenienti.
41. Gli ulteriori contributi che non sono stati versati dagli incaricati come negli anni precedenti, d'ora in poi saranno corrisposti per le opere del tempio.
42. Oltre a ciò i cinquemila sicli che venivano prelevati dall'ammontare delle entrate annuali del tempio sono anche condonati perché appartengono ai sacerdoti che vi prestano servizio.
43. Chiunque si rifugierà nel tempio di Gerusalemme e nella sua zona con debiti da rendere al re o per qualunque motivo, sarà dichiarato libero con quanto gli appartiene nel mio regno.
44. Per le costruzioni e i restauri nel tempio le spese saranno sostenute dalla cassa del re.
45. Anche per la costruzione delle mura e delle fortificazioni intorno a Gerusalemme le spese saranno sostenute dall'erario del re e così la costruzione di mura nella Giudea».
46. Quando Giònata e il popolo intesero simili espressioni, non vi prestarono fede e non le accettarono, ricordando le grandi iniquità da lui compiute contro Israele e quanto li avesse fatti soffrire.
47. Ma preferirono Alessandro, perché questi era stato il primo ad avviare trattative di pace, e gli furono sempre alleati.
48. Il re Alessandro raccolse grandi forze e uscì in campo contro Demetrio.
49. I due re attaccarono battaglia e l'esercito di Demetrio fu messo in fuga; Alessandro lo inseguì ed ebbe la meglio sulle sue truppe;
50. la battaglia infuriò fino al tramonto del sole e Demetrio cadde ucciso in quel giorno.
51. Alessandro mandò allora ambasciatori al re Tolomeo con questo messaggio:
52. «Poiché sono rientrato nel mio regno e mi sono seduto sul trono dei miei padri, ho ripreso il comando e ho sconfitto Demetrio - egli si era impadronito del mio territorio
53. ma io gli ho mosso guerra ed egli e il suo esercito furono sconfitti dal nostro e ci siamo seduti sul trono del suo regno -
54. concludiamo tra di noi amicizia; tu concedimi in sposa tua figlia, io sarò tuo genero e offrirò a te e a lei doni degni di te».
55. Tolomeo rispose: «Felice il giorno in cui sei tornato nella terra dei tuoi padri e ti sei seduto sul trono del loro regno.
56. Io farò quanto hai proposto nella lettera, ma tu vienimi incontro fino a Tolemàide, perché ci vediamo a vicenda, e io diventerò tuo suocero, come hai chiesto».
57. Tolomeo partì dall'Egitto con la figlia Cleopatra e si recò a Tolemàide nell'anno centosessantadue.
58. Gli andò incontro il re Alessandro: Tolomeo gli diede sua figlia Cleopatra e celebrò le nozze con lei in Tolemàide secondo lo stile dei re con grande sfarzo.
59. Il re Alessandro scrisse a Giònata di venirgli incontro.
60. Egli andò con grande parata a Tolemàide e s'incontrò con i due re; offrì loro e ai loro amici oro e argento e molti doni e si guadagnò il loro favore.
61. Si accordarono però contro di lui uomini pestiferi d'Israele, traditori della legge, per deporre contro di lui, ma il re non prestò loro ascolto.
62. Il re invece diede ordine di far deporre a Giònata le sue vesti e di rivestirlo della porpora e l'ordine fu eseguito.
63. Il re lo fece sedere accanto a sé e disse ai suoi ufficiali: «Attraversate con lui la città e proclamate che nessuno porti accuse contro di lui per qualunque motivo e nessuno gli rechi molestia in alcun modo».
64. Ora, quando i suoi accusatori videro gli onori che riceveva, come proclamava il banditore, e che era stato rivestito di porpora, si dileguarono tutti.
65. Il re gli conferì onori e lo ascrisse tra i suoi primi amici e lo costituì stratega e governatore della provincia.
66. Così Giònata tornò a Gerusalemme in pace e gioia.
67. Nell'anno centosessantacinque Demetrio, figlio di Demetrio, venne da Creta nella terra dei suoi padri.
68. Il re Alessandro, quando lo seppe, ne fu assai preoccupato e tornò in Antiochia.
69. Demetrio affidò il governo della Celesiria ad Apollonio e questi raccolse un grande esercito, si accampò presso Iamnia e inviò al sommo sacerdote Giònata questo messaggio:
70. «Soltanto tu ti sei alzato contro di noi e io sono diventato oggetto di derisione e di scherno a causa tua. Perché ti fai forte contro di noi stando sui monti?
71. Ora, se sei tanto sicuro delle tue forze, scendi contro di noi nella pianura e qui misuriamoci, perché con me c'è la forza delle città.
72. Infòrmati e sappi chi sono io e chi sono gli altri miei alleati. Questi ti diranno: Non potrete tener saldo il piede davanti a noi, perché gia due volte sono stati da noi sconfitti i tuoi padri nella loro terra.
73. Così ora non potrai resistere alla cavalleria e a un esercito come il nostro in pianura, ove non c'è roccia né scoglio né luogo in cui rifugiarsi».
74. Quando Giònata intese le parole di Apollonio, ne ebbe l'animo irritato; scelse diecimila uomini e uscì da Gerusalemme. Suo fratello Simone gli venne incontro per aiutarlo.
75. Si accampò presso Giaffa, ma gli abitanti avevano chiuso la città, perché a Giaffa vi era un presidio di Apollonio. Le diedero l'assalto;
76. i cittadini spaventati aprirono e Giònata fu padrone di Giaffa.
77. Apollonio lo seppe e mise in campo tremila cavalli e molte truppe e si mosse verso Asdòd, come se intendesse fare quel percorso, ma subito si spinse nella pianura, poiché aveva una cavalleria numerosa sulla quale contava.
78. Giònata lo inseguì alle spalle in direzione di Asdòd e gli eserciti attaccarono battaglia.
79. Apollonio aveva lasciato un migliaio di cavalieri nascosti dietro di loro;
80. Giònata però si era accorto che c'era un appostamento dietro di lui. Quelli circondarono il suo schieramento e lanciarono frecce contro le truppe da mattina fino a sera.
81. Ma le truppe tennero fermo come aveva ordinato Giònata, mentre i cavalli di quelli si stancarono.
82. Allora Simone fece uscire le sue riserve e attaccò la falange e poiché la cavalleria ormai era esausta, quelli furono travolti e si diedero alla fuga;
83. i cavalieri si dispersero nella pianura e gli altri si rifugiarono in Asdòd ed entrarono in Bret-Dagon, il tempio del loro idolo, in cerca di scampo.
84. Giònata allora incendiò Asdòd e le città all'intorno, prese le loro spoglie e diede alle fiamme anche il tempio di Dagon e quanti vi si erano rifugiati.
85. Gli uccisi di spada e i morti tra le fiamme assommarono a circa ottomila uomini.
86. Poi Giònata tolse il campo di là e si accampò di fronte ad Ascalòna e i cittadini gli vennero incontro con grandi onori.
87. Così Giònata tornò in Gerusalemme con i suoi uomini carichi di bottino.
88. Il re Alessandro, udendo queste notizie, aumentò gli onori a Giònata;
89. gli inviò la fibbia d'oro che si usa inviare ai parenti del re e gli diede in possesso Ekròn e tutto il suo territorio.
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1. Beato il marito di una donna virtuosa; il numero dei suoi giorni sarà doppio.
2. Una brava moglie è la gioia del marito, questi trascorrerà gli anni in pace.
3. Una donna virtuosa è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore.
4. Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno.
5. Tre cose teme il mio cuore, per la quarta sono spaventato: una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo e una falsa accusa: tutto questo è peggiore della morte;
6. ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un'altra e il flagello della sua lingua si lega con tutti.
7. Giogo di buoi sconnesso è una donna malvagia, colui che la domina è come chi acchiappa uno scorpione.
8. Gran motivo di sdegno una donna ubriaca, non riuscirà a nascondere la vergogna.
9. La scostumatezza di una donna è nell'eccitazione degli sguardi, si riconosce dalle sue occhiate.
10. Fà buona guardia a una figlia libertina, perché non ne approfitti, se trova indulgenza.
11. Guàrdati dal seguire un occhio impudente, non meravigliarti se ti spinge verso il male.
12. Come un viandante assetato apre la bocca e beve qualsiasi acqua a lui vicina, così essa siede davanti a ogni palo e apre a qualsiasi freccia la faretra.
13. La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.
14. E' un dono del Signore una donna silenziosa, non c'è compenso per una donna educata.
15. Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il peso di un'anima modesta.
16. Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.
17. Lampada che arde sul candelabro santo, così la bellezza del volto su giusta statura.
18. Colonne d'oro su base d'argento, tali sono gambe graziose su solidi piedi.
19. Due cose mi serrano il cuore, la terza mi provoca all'ira: un guerriero che languisca nella miseria, uomini saggi trattati con disprezzo, chi passa dalla giustizia al peccato; il Signore lo tiene pronto per la spada.
20. A stento un commerciante sarà esente da colpe, un rivenditore non sarà immune dal peccato.
1. Per amor del denaro molti peccano, chi cerca di arricchire procede senza scrupoli.
2. Fra le giunture delle pietre si conficca un piuolo, tra la compra e la vendita si insinua il peccato.
3. Se uno non si aggrappa in fretta al timor del Signore, la sua casa andrà presto in rovina.
4. Quando si agita un vaglio, restano i rifiuti; così quando un uomo riflette, gli appaiono i suoi difetti.
5. La fornace prova gli oggetti del vasaio, la prova dell'uomo si ha nella sua conversazione.
6. Il frutto dimostra come è coltivato l'albero, così la parola rivela il sentimento dell'uomo.
7. Non lodare un uomo prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini.
8. Se cerchi la giustizia, la raggiungerai e te ne rivestirai come di un manto di gloria.
9. Gli uccelli sostano presso i loro simili, la lealtà ritorna a quelli che la praticano.
10. Il leone sta in agguato della preda, così il peccato di coloro che praticano l'ingiustizia.
11. Nel discorso del pio c'è sempre saggezza, lo stolto muta come la luna.
12. Tra gli insensati bada al tempo, tra i saggi fèrmati a lungo.
13. Il discorso degli stolti è un orrore, il loro riso fra i bagordi del peccato.
14. Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli, e le loro questioni fan turare gli orecchi.
15. Uno spargimento di sangue è la rissa dei superbi, le loro invettive sono un ascolto penoso.
16. Chi svela i segreti perde la fiducia e non trova più un amico per il suo cuore.
17. Ama l'amico e sii a lui fedele, ma se hai svelato i suoi segreti, non seguirlo più,
18. perché come chi ha perduto un defunto, così tu hai perduto l'amicizia del tuo prossimo.
19. Come un uccello, che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai.
20. Non seguirlo, perché ormai è lontano; è fuggito come una gazzella dal laccio.
21. Poiché una ferita si può fasciarla e un'ingiuria si può riparare, ma chi ha svelato segreti non ha più speranza.
22. Chi ammicca con l'occhio trama il male, e nessuno potrà distoglierlo.
23. Davanti a te il suo parlare è tutto dolce, ammira i tuoi discorsi, ma alle tue spalle cambierà il suo parlare e porrà inciampo alle tue parole.
24. Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui, anche il Signore lo ha in odio.
25. Chi scaglia un sasso in alto, se lo scaglia sulla testa, e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra.
26. Chi scava una fossa vi cadrà dentro, chi tende un laccio vi resterà preso.
27. Il male si riverserà su chi lo fa, egli non saprà neppure da dove gli venga.
28. Derisione e insulto per il superbo, la vendetta, come un leone, lo attende al varco.
29. Saran presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii, il dolore li consumerà prima della loro morte.
30. Anche il rancore e l'ira sono un abominio, il peccatore li possiede.
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5. appena vi fai volare gli occhi sopra, essa gia non è più: perché mette ali come aquila e vola verso il cielo.
6. Non mangiare il pane di chi ha l'occhio cattivo e non desiderare le sue ghiottonerie,
7. perché come chi calcola fra di sé, così è costui; ti dirà: «Mangia e bevi», ma il suo cuore non è con te.
8. Il boccone che hai mangiato rigetterai e avrai sprecato le tue parole gentili.
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"A caridade é o metro com o qual o Senhor nos julgará." São Padre Pio de Pietrelcina