Mosaico decorativo

Bibbia in un anno.

Il giorno 153, assistiamo alla caduta di Salomone in 1 Re 11, alle sue trasgressioni e al presagio della divisione del regno. Ecclesiaste 10-12 conclude la riflessione sulla vita e la saggezza, ricordandoci l'inevitabilità della morte e l'importanza del timore di Dio. Il Salmo 9 rafforza la nostra fiducia nella giustizia divina e ci invita a lodare la Sua fedeltà.

1. Ma il re Salomone amò donne straniere, moabite, ammonite, idumee, di Sidòne e hittite,

2. appartenenti a popoli, di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: «Non andate da loro ed essi non vengano da voi: perché certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dei». Salomone si legò a loro per amore.

3. Aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine; le sue donne gli pervertirono il cuore.

4. Quando Salomone fu vecchio, le sue donne l'attirarono verso dei stranieri e il suo cuore non restò più tutto con il Signore suo Dio come il cuore di Davide suo padre.

5. Salomone seguì Astàrte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.

6. Salomone commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide suo padre.

7. Salomone costruì un'altura in onore di Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.

8. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei.

9. Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva distolto il cuore dal Signore Dio d'Israele, che gli era apparso due volte

10. e gli aveva comandato di non seguire altri dei, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore.

11. Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia alleanza né i decreti che ti avevo impartiti, ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo suddito.

12. Tuttavia non farò ciò durante la tua vita per amore di Davide tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo figlio.

13. Ma non tutto il regno gli strapperò; una tribù la darò a tuo figlio per amore di Davide mio servo e per amore di Gerusalemme, città da me eletta».

14. Il Signore suscitò contro Salomone un avversario, l'idumeo Hadàd che era della stirpe regale di Edom.

15. Dopo la disfatta inflitta da Davide a Edom, quando Ioab capo dell'esercito era andato a seppellire i cadaveri e aveva ucciso tutti i maschi di Edom -

16. Ioab e tutto Israele vi si erano fermati sei mesi per sterminare tutti i maschi di Edom -

17. Hadàd con alcuni Idumei a servizio del padre fuggì in Egitto. Allora Hadàd era giovinetto.

18. Essi partirono da Madian e andarono in Paran; presero con sé uomini di Paran e andarono in Egitto dal faraone, che ospitò Hadàd, gli assicurò il mantenimento, parlò con lui e gli assegnò terreni.

19. Hadàd trovò grazia agli occhi del faraone, che gli diede in moglie una sua cognata, la sorella della regina Tafni.

20. La sorella di Tafni gli partorì il figlio Ghenubàt, che Tafni allevò nel palazzo del faraone. Ghenubàt visse nella casa del faraone tra i figli del faraone.

21. Quando Hadàd seppe in Egitto che Davide si era addormentato con i suoi padri e che era morto Ioab capo dell'esercito, disse al faraone: «Lasciami partire; voglio andare nel mio paese».

22. Il faraone gli rispose: «Ti manca forse qualcosa nella mia casa perché tu cerchi di andare nel tuo paese?». Quegli soggiunse: «No! ma, ti prego, lasciami andare». [25b]Ecco il male fatto da Hadàd: fu nemico di Israele e regnò su Edom.

23. Dio suscitò contro Salomone un altro avversario, Razòn figlio di Eliada, che era fuggito da Hadad-Ezer re di Zoba, suo signore.

24. Egli adunò gente contro di lui e divenne capo di una banda, quando Davide aveva massacrato gli Aramei. Quindi egli prese Damasco, vi si stabilì e ne divenne re. [25a]Fu avversario di Israele per tutta la vita di Salomone.

26. Anche Geroboamo, figlio dell'efraimita Nebàt, di Zereda - sua madre, una vedova, si chiamava Zerua -, mentre era al servizio di Salomone, insorse contro il re.

27. La causa della sua ribellione al re fu la seguente: Salomone costruiva il Millo e chiudeva la breccia apertasi nella città di Davide suo padre;

28. Geroboamo era un uomo di riguardo; Salomone, visto come il giovane lavorava, lo nominò sorvegliante di tutti gli operai della casa di Giuseppe.

29. In quel tempo Geroboamo, uscito da Gerusalemme, incontrò per strada il profeta Achia di Silo, che indossava un mantello nuovo; erano loro due soli, in campagna.

30. Achia afferrò il mantello nuovo che indossava e lo lacerò in dodici pezzi.

31. Quindi disse a Geroboamo: «Prendine dieci pezzi, poiché dice il Signore, Dio di Israele: Ecco lacererò il regno dalla mano di Salomone e ne darò a te dieci tribù.

32. A lui rimarrà una tribù a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme, città da me scelta fra tutte le tribù di Israele.

33. Ciò avverrà perché egli mi ha abbandonato, si è prostrato davanti ad Astàrte dea di quelli di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre.

34. Non gli toglierò il regno di mano, perché l'ho stabilito capo per tutti i giorni della sua vita a causa di Davide, mio servo da me scelto, il quale ha osservato i miei comandi e i miei decreti.

35. Toglierò il regno dalla mano di suo figlio e ne consegnerò a te dieci tribù.

36. A suo figlio lascerò una tribù perché a causa di Davide mio servo ci sia sempre una lampada dinanzi a me in Gerusalemme, città che mi sono scelta per porvi il mio nome.

37. Io prenderò te e tu regnerai su quanto vorrai; sarai re di Israele.

38. Se ascolterai quanto ti comanderò, se seguirai le mie vie e farai quanto è giusto ai miei occhi osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide mio servo, io sarò con te e ti edificherò una casa stabile come l'ho edificata per Davide. Ti consegnerò Israele;

39. umilierò la discendenza di Davide per questo motivo, ma non per sempre».

40. Salomone cercò di uccidere Geroboamo, il quale però trovò rifugio in Egitto presso Sisach, re di quella regione. Geroboamo rimase in Egitto fino alla morte di Salomone.

41. Le altre gesta di Salomone, le sue azioni e la sua sapienza, sono descritte nel libro della gesta di Salomone.

42. Il tempo in cui Salomone aveva regnato in Gerusalemme su tutto Israele fu di quaranta anni.

43. Salomone si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre; gli succedette nel regno il figlio Roboamo.

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Capitolo 10

1. Una mosca morta guasta l'unguento del profumiere: un po' di follia può contare più della sapienza e dell'onore.

2. La mente del sapiente si dirige a destra e quella dello stolto a sinistra.

3. Per qualunque via lo stolto cammini è privo di senno e di ognuno dice: «E' un pazzo».

4. Se l'ira d'un potente si accende contro di te, non lasciare il tuo posto, perché la calma placa le offese anche gravi.

5. C'è un male che io ho osservato sotto il sole: l'errore commesso da parte di un sovrano:

6. la follia vien collocata in posti elevati e gli abili siedono in basso.

7. Ho visto schiavi a cavallo e prìncipi camminare a piedi come schiavi.

8. Chi scava una fossa ci casca dentro e chi disfà un muro è morso da una serpe.

9. Chi spacca le pietre si fa male e chi taglia legna corre pericolo.

10. Se il ferro è ottuso e non se ne affila il taglio, bisogna raddoppiare gli sforzi; la riuscita sta nell'uso della saggezza.

11. Se il serpente morde prima d'essere incantato, non c'è niente da fare per l'incantatore.

12. Le parole della bocca del saggio procurano benevolenza, ma le labbra dello stolto lo mandano in rovina:

13. il principio del suo parlare è sciocchezza, la fine del suo discorso pazzia funesta.

14. L'insensato moltiplica le parole: «Non sa l'uomo quel che avverrà: chi gli manifesterà ciò che sarà dopo di lui?».

15. La fatica dello stolto lo stanca; poiché non sa neppure andare in città.

16. Guai a te, o paese, che per re hai un ragazzo e i cui prìncipi banchettano fin dal mattino!

17. Felice te, o paese, che per re hai un uomo libero e i cui prìncipi mangiano al tempo dovuto per rinfrancarsi e non per gozzovigliare.

18. Per negligenza il soffitto crolla e per l'inerzia delle mani piove in casa.

19. Per stare lieti si fanno banchetti e il vino allieta la vita; il denaro risponde a ogni esigenza.

20. Non dir male del re neppure con il pensiero e nella tua stanza da letto non dir male del potente, perché un uccello del cielo trasporta la voce e un alato riferisce la parola.

Capitolo 11

1. Getta il tuo pane sulle acque, perché con il tempo lo ritroverai.

2. Fanne sette od otto parti, perché non sai quale sciagura potrà succedere sulla terra.

3. Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra; se un albero cade a sud o a nord, là dove cade rimane.

4. Chi bada al vento non semina mai e chi osserva le nuvole non miete.

5. Come ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa dentro il seno d'una donna incinta, così ignori l'opera di Dio che fa tutto.

6. La mattina semina il tuo seme e la sera non dar riposo alle tue mani, perché non sai qual lavoro riuscirà, se questo o quello o se saranno buoni tutt'e due.

7. Dolce è la luce e agli occhi piace vedere il sole.

8. Anche se vive l'uomo per molti anni se li goda tutti, e pensi ai giorni tenebrosi, che saranno molti: tutto ciò che accade è vanità.

9. Stà lieto, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio.

10. Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.

Capitolo 12

1. Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: «Non ci provo alcun gusto»,

2. prima che si oscuri il sole, la luce, la luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia;

3. quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste in poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre

4. e si chiuderanno le porte sulla strada; quando si abbasserà il rumore della mola e si attenuerà il cinguettio degli uccelli e si affievoliranno tutti i toni del canto;

5. quando si avrà paura delle alture e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l'uomo se ne va nella dimora eterna e le piangenti si aggirano per la strada;

6. prima che si rompa il cordone d'argento e la lucerna d'oro s'infranga e si spezzi l'anfora alla fonte e la carrucola cada nel pozzo

7. e ritorni la polvere alla terra, com'era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.

8. Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità.

9. Oltre a essere saggio, Qoèlet insegnò anche la scienza al popolo; ascoltò, indagò e compose un gran numero di massime.

10. Qoèlet cercò di trovare pregevoli detti e scrisse con esattezza parole di verità.

11. Le parole dei saggi sono come pungoli; come chiodi piantati, le raccolte di autori: esse sono date da un solo pastore.

12. Quanto a ciò che è in più di questo, figlio mio, bada bene: i libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo.

13. Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l'uomo è tutto.

14. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, bene o male.

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1. Al maestro del coro. In sordina. Salmo. Di Davide.

2. Loderò il Signore con tutto il cuore e annunzierò tutte le tue meraviglie.

3. Gioisco in te ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.

4. Mentre i miei nemici retrocedono, davanti a te inciampano e periscono,

5. perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; siedi in trono giudice giusto.

6. Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio, il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

7. Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte.

8. Ma il Signore sta assiso in eterno; erige per il giudizio il suo trono:

9. giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

10. Il Signore sarà un riparo per l'oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro.

11. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

12. Cantate inni al Signore, che abita in Sion, narrate tra i popoli le sue opere.

13. Vindice del sangue, egli ricorda, non dimentica il grido degli afflitti.

14. Abbi pietà di me, Signore, vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, tu che mi strappi dalle soglie della morte,

15. perché possa annunziare le tue lodi, esultare per la tua salvezza alle porte della città di Sion.

16. Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.

17. Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; l'empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

18. Tornino gli empi negli inferi, tutti i popoli che dimenticano Dio.

19. Perché il povero non sarà dimenticato, la speranza degli afflitti non resterà delusa.

20. Sorgi, Signore, non prevalga l'uomo: davanti a te siano giudicate le genti.

21. Riempile di spavento, Signore, sappiano le genti che sono mortali.

22. Perché, Signore, stai lontano, nel tempo dell'angoscia ti nascondi?

23. Il misero soccombe all'orgoglio dell'empio e cade nelle insidie tramate.

24. L'empio si vanta delle sue brame, l'avaro maledice, disprezza Dio.

25. L'empio insolente disprezza il Signore: «Dio non se ne cura: Dio non esiste» questo è il suo pensiero.

26. Le sue imprese riescono sempre. Son troppo in alto per lui i tuoi giudizi: disprezza tutti i suoi avversari.

27. Egli pensa: «Non sarò mai scosso, vivrò sempre senza sventure».

28. Di spergiuri, di frodi e d'inganni ha piena la bocca, sotto la sua lingua sono iniquità e sopruso.

29. Sta in agguato dietro le siepi, dai nascondigli uccide l'innocente.

30. I suoi occhi spiano l'infelice, sta in agguato nell'ombra come un leone nel covo. Sta in agguato per ghermire il misero, ghermisce il misero attirandolo nella rete.

31. Infierisce di colpo sull'oppresso, cadono gl'infelici sotto la sua violenza.

32. Egli pensa: «Dio dimentica, nasconde il volto, non vede più nulla».

33. Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i miseri.

34. Perché l'empio disprezza Dio e pensa: «Non ne chiederà conto»?

35. Eppure tu vedi l'affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani. A te si abbandona il misero, dell'orfano tu sei il sostegno. Spezza il braccio dell'empio e del malvagio;

36. Punisci il suo peccato e più non lo trovi.

37. Il Signore è re in eterno, per sempre: dalla sua terra sono scomparse le genti.

38. Tu accogli, Signore, il desiderio dei miseri, rafforzi i loro cuori, porgi l'orecchio

39. per far giustizia all'orfano e all'oppresso; e non incuta più terrore l'uomo fatto di terra.

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"Quanto mais se caminha na vida espiritual, mais se sente a paz que se apossa de nós." São Padre Pio de Pietrelcina